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Stranieri, l'accordo d'integrazione lancia il permesso a punti

del 11/06/2010
di: Antonio G. Paladino
Stranieri, l'accordo d'integrazione lancia il permesso a punti
Lo straniero che entra per la prima volta in Italia e che vuole conseguire la cittadinanza, dovrà sottoscrivere un vero e proprio «accordo» con lo Stato, impegnandosi ad acquisire quelle conoscenze fondamentali di formazione civica e di informazione sulla vita civile in Italia. Si parte con un bonus pari a 16 crediti per arrivare al tetto massimo di 30. Ma è sufficiente la commissione di gravi illeciti amministrativi o tributari, ovvero una condanna penale, che tali punti saranno decurtati. Il Consiglio dei ministri, su proposta congiunta dei ministri dell'interno, Roberto Maroni e del Welfare, Maurizio Sacconi, ha iniziato ieri ad esaminare l'accordo di integrazione che concede agli stranieri che arrivano in Italia, strumenti d'integrazione per la frequenza a corsi d'italiano e di educazione civica. Un provvedimento, questo, già licenziato dal preconsiglio dei ministri lo scorso 11 maggio (si veda ItaliaOggi del 12/5/2010). Secondo quanto annunciato dal titolare del Viminale nel corso della conferenza stampa di ieri, l'iter del provvedimento dovrebbe concludersi entro l'anno ed essere in vigore dal primo gennaio del 2011. Le fasi della procedura prevedono che la stipula di tale accordo avvenga presso lo sportello unico o la questura, contestualmente alla presentazione della domanda di permesso di soggiorno. L'accordo è riservato però agli stranieri compresi nella fascia di età dai 16 ai 65 anni, anche se per i minori tra 16 e 18, potrà essere sottoscritto dai genitori o da chi esercita la potestà genitoriale. Non potranno sottoscrivere l'accordo, inoltre, chi presenta un'istanza di soggiorno inferiore ad un anno e chi soffre di patologie o handicap «tali da limitare gravemente l'autosufficienza ovvero l'apprendimento linguistico culturale». Lo straniero, pertanto, dovrà acquisire la conoscenza di base della lingua italiana, così come delle nozioni fondamentali di educazione civica. Come avviene per la patente a punti, lo straniero parte da un monte crediti iniziale di 16. Ma sin da ora, sappia che se non frequenterà la sessione di educazione civica, gliene saranno tolti 15, così come se subisce una condanna penale o è sottoposto a misure di sicurezza personali. La base iniziale dei crediti sarà incrementata grazie allo svolgimento di attività, quali percorsi di formazione professionale, ovvero la stipula di un contratto di locazione, l'iscrizione al servizio sanitario nazionale e lo svolgimento di attività di volontariato. Il tutto per arrivare, nell'arco di un biennio, alla soglia fatidica dei trenta crediti, prologo alla concessione della cittadinanza italiana.

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