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Manager p.a. con tetto (flessibile)

del 11/06/2010
di: pagina a cura di Luigi Oliveri e Cristina Bartelli
Manager p.a. con tetto (flessibile)
Pubblici dipendenti e consulenti della p.a. potranno ricevere un trattamento economico non superiore a quello annuale complessivo spettante per la carica al Primo Presidente della Corte di cassazione, oggi pari a 311.000 euro lordi. Lo prevede un regolamento approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Che contiene però non poche deroghe al limite massimo ipotetico della retribuzione. Intanto, nel limite della remunerazione non si computa il corrispettivo globale percepito per il rapporto di lavoro o il trattamento pensionistico corrisposti al soggetto destinatario, rispettivamente, dall'amministrazione o dalla società di appartenenza e dall'ente previdenziale. In poche parole, i 311.000 euro lordi si cumulano con lo stipendio o la pensione già in godimento. Non solo. Non va computato nel limite del trattamento economico complessivo la parte del compenso che il soggetto destinatario è eventualmente obbligato a versare in fondi.

Ma non è finita. Le amministrazioni avranno comunque il potere di derogare al limite massimo dei compensi, sia pure solo in presenza di esigenze di carattere eccezionale e per un periodo di tempo non superiore a tre anni. Lo schema di regolamento messo a punto dal ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta tenta di definire il concetto di «esigenze di carattere eccezionale»: esse dovrebbero derivare da eventi imprevedibili cui non si possa far fronte con l'attività dei dipendenti e dei consulenti già operanti presso l'ente e che richiedano una prestazione lavorativa straordinaria in termini sia di qualità che di quantità oraria giornaliera. Posto che secondo gli insegnamenti della Corte dei conti le pubbliche amministrazioni sono tenute ad utilizzare per l'espletamento delle proprie attività la dotazione di personale esistente, la motivazione prevista in astratto dalla normativa appare ben difficile da verificare in concreto. In ogni caso, la deroga sarà sottoposta al vaglio preventivo del Dipartimento della Funzione Pubblica, che analizzerà la dettagliata motivazione a supporto del conferimento in deroga al tetto massimo di spesa.

Ulteriore deroga: un dipendente o consulente potrà sfondare il «tetto» dei 311.000, dal momento che gli sarà possibile cumulare più di un incarico dal momento che ciascuna singola amministrazione o società può attribuire ad un medesimo soggetto una pluralità di incarichi, rapporti o simili nello stesso anno. In questo caso, l'atto di conferimento deve, motivare specificatamente il possesso in capo al destinatario dei requisiti di professionalità e di esperienza in relazione alla tipologia di prestazione richiesta ed alla misura del compenso attribuito nell'osservanza, nel rispetto dei principi del merito e della trasparenza, ed allegare il curriculum vitae del destinatario.

Il regolamento non riguarda regioni ed enti locali, essendo riferito alle amministrazioni dello Stato, dalle agenzie, dagli enti pubblici economici e non, dagli enti di ricerca, dalle università, dalle società non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica e le loro controllate.

Il «tetto» opererà non solo per i compensi derivanti da rapporti di lavoro dipendente, ma anche autonomo, derivanti da contratti d'opera continuativa, collaborazioni coordinate e continuative o a progetto. Lo schema di decreto, dunque, indirettamente ma significativamente ammette che il rapporto di collaborazione a progetto vale anche per le amministrazioni pubbliche, smentendo la tesi prevalente secondo la quale, invece, tale forma di lavoro autonomo non sarebbe applicabile nell'ambito pubblico.

Restano, invece, escluse dal tetto retributivo le attività soggette a tariffa professionale anche non continuativa, i contratti d'opera di natura non continuativa, i compensi degli amministratori delle società non quotate a totale o prevalente partecipazione pubblica e le loro controllate per i compensi dei componenti dei consigli di amministrazione ai quali sono conferite deleghe). Esclusi anche i redditi dei dipendenti della Banca d'Italia e delle Autorità indipendenti.

Ciascuna amministrazione dovrà rendere pubblica, mediante il sito istituzionale, ciascun atto di conferimento soggetto alla disciplina del regolamento, indicando tipo, durata, compenso previsto, nominativo del destinatario, nonché tutti gli altri eventuali incarichi, rapporti o simili, con l'indicazione dei compensi spettanti.

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