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Perde i benefici prima casa chi non cambia residenza

del 10/06/2010
di: La Redazione
Perde i benefici prima casa chi non cambia residenza
Perde i benefici fiscali sulla prima casa il contribuente che non trasferisce la residenza nell'immobile acquistato perché i lavori di ristrutturazione si sono protratti oltre il previsto. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 13800 di oggi, ha accolto il ricorso del fisco presentato contro un contribuente di Treviso che non aveva preso la residenza nell'immobile acquistato entro i dodici mesi previsti dalle norme. La commissione tributaria regionale di Venezia gli aveva dato ragione. Contro la decisione l'Agenzia delle entrate ha depositato ricorso al Palazzaccio e ha vinto. La sezione tributaria lo ha accolto motivando che «la Ctr si è limitata ad affermare che la mancanza di altre abitazioni disponibili nel comune di Fossalta di Piave è parimenti plausibile perché chi ha acquistato una casa per abitarla spera di ultimare i lavori in fretta e nello stesso tempo non conclude un contratto per altra abitazione». Secondo la Cassazione questa motivazione è «insufficiente» perché «non rende conto dell'affermazione relativa alla mancanza di altre abitazioni disponibili e per altro verso contraddittoria perché nell'ipotizzare le ragioni che hanno portato l'acquirente a non trasferire provvisoriamente in un altro immobile del comune di Fossalta la propria residenza smentisce la precedente affermazione circa l'irreperibilità di altri alloggi disponibili e valorizza l'affermazione di una causa di forza maggiore consistita nella protrazione dei lavori e nella impossibilità di trovare provvisoriamente un altro alloggio da adibire a propria residenza in attesa della fine dei lavori».

La vicenda non so chiude qui. Ora i giudici del Palazzaccio hanno rinviato gli atti a Venezia invitando la commissione tributaria regionale a «valutare l'eventuale esistenza di una causa di forza maggiore che abbia effettivamente impedito all'acquirente di trasferire nel termine di legge la propria residenza nel comune di Fossalta». Le decisioni sui benefici fiscali sulla prima casa non sono sempre di segno così restrittivo e quindi non sempre sono pro-fisco. Con una sentenza (2109 del 28 gennaio 2009) dell'anno scorso la stessa Cassazione aveva detto sì all'agevolazione sulla prima casa in comunione anche se la residenza era stata presa da uno solo dei coniugi. In quell'occasione la sezione tributaria spiegò che il requisito della residenza conta soltanto se riferito alla famiglia.

Debora Alberici

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