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Scudo bis a 9,2 mld

del 10/06/2010
di: pagina a cura di Gabriele Frontoni
Scudo bis a 9,2 mld
La riapertura dello scudo fiscale ha riportato in Italia 9,2 miliardi di euro detenuti illegalmente all'estero. È questo il risultato dell'ultima fase dell'amnistia lanciata lo scorso anno e conclusasi in via definitiva il 30 aprile scorso. In base ai dati forniti ieri dal Mineconomia, nel periodo compreso tra il 30 dicembre 2009 e il 30 aprile 2010 sono state regolarizzate attività italiane detenute illecitamente all'estero per 9,2 miliardi di euro che hanno garantito un extra gettito per le casse dello Stato pari a 649 milioni di euro. E questo, in virtù del doppio scaglione di aliquote previste dalla riapertura dello scudo. Se è vero infatti che la prima fase dell'operazione di rimpatrio e di regolarizzazione dei fondi neri detenuti all'estero garantiva una «penale» del 5%, la seconda tranche è stata pensata definendo due periodi e due aliquote. Chi si fosse ravveduto regolarizzando o rimpatriando i propri capitali esteri tra il 30 dicembre 2009 e il 28 febbraio 2010 sarebbe stato assoggettato a un'aliquota del 6%. Per le operazioni di emersione effettuate dal primo marzo al 30 aprile 2010, invece, la sanzione amministrativa prevista dalla legge per riportare in Italia i fondi neri parcheggiati nei paradisi fiscali sarebbe salita al 7%. Secondo via XX Settembre, il 95% dei 9,2 mld scudati negli ultimi quattro mesi di condono sarebbe stato rimpatriato in Italia, anche se non viene fatta distinzione tra rimpatri fisici e giuridici (questi ultimi riguardano attività che fisicamente restano all'estero). Facendo due conti, l'operazione di amnistia fiscale messa a punto dal ministro Tremonti ha consentito di recuperare un totale di 104,5 mld (98% dei quali costituiti da rimpatri in Italia). Che si sono tradotti in un incasso complessivo per l'erario di 5,6 mld. Non è dato sapere, invece, la ripartizione per Paesi del flusso di capitali rientrato in Italia. Anche se è lecito immaginarsi che una buona fetta della torta passi dalla Svizzera. E su San Marino? «Dal 15 settembre 2009 al 30 aprile 2010 si sono registrati deflussi per complessivi 4,753 miliardi di euro, pari al 34,92% della raccolta bancaria totale del Paese», hanno fatto sapere dalla Banca centrale del Titano.

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