L'allarme. Il decreto di manovra economica ha cancellato surrettiziamente la privatizzazione delle Casse sancita con decreto legislativo n. 509/94 e con la collegata normativa n. 103/96. Dopo una prima presa di posizione più cauta, il presidente dell'Adepp Maurizio de Tilla alza il livello di attenzione sull'inclusione degli enti nella manovra (si veda ItaliaOggi del 29/5/2010). «È appena il caso di ricordare che il decreto n. 509/94, art. 1, comma 3», si legge su un comunicato, «ha previsto che le Casse privatizzate non possono usufruire di finanziamenti ed aiuti pubblici diretti o indiretti. E su questo presupposto le Casse professionali hanno virtuosamente gestito l'autonomia normativa e gestionale a loro conferita dalla legge, incrementando i patrimoni e prolungando le proiezioni attuariali. Ora, con alcune norme inserite nella manovra economica, le Casse professionali – alimentate solo dai contributi dei professionisti – vengono private non solo della sancita autonomia ma anche di attivi e di entrate patrimoniali, con la probabile intenzione di acquisirli alla finanza pubblica. Una vera e propria espropriazione ed ingerenza che contrasta apertamente con gli artt. 2, 5, 18 e 38 della Costituzione. La privatizzazione costituisce un passo irreversibile», conclude, «ostando ad un eventuale ripensamento le menzionate garanzie costituzionali».
L'appoggio dell'opposizione. Ma se fino a ieri la battaglia delle casse non aveva ancora trovato uno sponsor bene identificato nella maggioranza (si veda ItaliaOggi del 4/6/2010) è dall'opposizione che arriva una mano. «Con lo scopo di fare velocemente cassa, il Governo requisisce a titolo definitivo una parte del risparmio previdenziale versato dagli iscritti, taglia in modo indiscriminato i Consigli di Amministrazione attraverso i quali i professionisti autogovernano le proprie pensioni, limita l'utilizzo del personale dipendente - principale leva di gestione delle Casse per continuare ad erogare servizi di qualità agli associati-, mette becco negli investimenti immobiliari e soprattutto vincola le entrate derivanti dalla vendita del proprio patrimonio», fa sapere l'ex ministro del lavoro Cesare Damiano. «Tutto ciò è inaccettabile e ci batteremo affinché in sede di conversione sia restituita appieno alle Casse l'autonomia acquisita. Seguiremo perciò con attenzione le iniziative che le rappresentanze istituzionali delle Casse e delle Categorie professionali metteranno in campo per contrastare una operazione che prelude alla definitiva scomparsa del settore e alla liquidazione di patrimoni posti a garanzia del futuro pensionistico degli iscritti».
