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Appalti, agli ingegneri le briciole

del 09/06/2010
di: Pagina a cura di Ignazio Marino
Appalti, agli ingegneri le briciole
Agli ingegneri solo le briciole dei grandi appalti. Nonostante la crescita delle gare nel primo trimestre del 2010, solo il 5,3% dei bandi di progettazione ed esecuzione aggiudicati è stato acquisito dai liberi professionisti (individuali, associati o strutturati in forma di società di professionisti); mentre se si considera il valore delle aggiudicazioni la quota è pari allo 0,6%. La crescita del mercato continua quindi a fare i conti con la prime liberalizzazioni di Bersani che hanno eliminato l'inderogabilità dei minimi tariffari. Introducendo nel sistema una diffusa arbitrarietà nella determinazione dei compensi da porre a base d'asta e ribassi medi nell'ordine del 40% e massimi dell'80%. È quanto emerge da un monitoraggio, realizzato dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, sui bandi di gara per l'affidamento dei servizi di ingegneria (progettazione, direzione dei lavori, coordinamento per la sicurezza, collaudo, misura e contabilità ecc.) pubblicati nel primo trimestre 2010.

La ripresa del mercato. Il monitoraggio ha rilevato 952 bandi di gara per l'affidamento di servizi di ingegneria, per un importo a base d'asta complessivo che supera di poco i 4 miliardi di euro. Nello stesso periodo, nel 2009 erano stati banditi 836 bandi per un importo complessivo di circa 2 miliardi di euro, quasi la metà di quanto posto a base d'asta nei primi mesi del 2010. Un mercato dei servizi di ingegneria in crescita dunque, non solo in termini di opere messe a gara, ma anche e soprattutto di risorse finanziarie investite. Tale incremento tuttavia è strettamente collegato ad un ricorso maggiore, rispetto al primo trimestre del 2009, all'appalto integrato sia in termini di numero di bandi, sia di importi messi a disposizione.

I ribassi. Per quanto riguarda le gare in cui era richiesta almeno una delle fasi di progettazione senza esecuzione dei lavori, l'importo medio di aggiudicazione si aggira intorno ai 230mila euro, con un ribasso medio pari al 40%, valore pressoché identico a quello rilevato nelle ultime indagini: nel corso del 2009, infatti, a parte il primo trimestre in cui la media dei ribassi è stata pari al 37%, negli altri nove mesi si è mantenuta costantemente su valori prossimi al 40%. Il 35,3% della aggiudicazioni tuttavia fa registrare aggiudicazioni con ribassi superiori al 50%, e un ribasso massimo pari all' 81%. Per gli incarichi di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione si registrano ribassi compresi tra il 28 e il 59% per una media pari al 30,2% sebbene, come tutte le prestazioni attinenti alla sicurezza, dovrebbero essere escluse dal ribasso in fase di aggiudicazione. Nei casi in cui il bando prevedeva lo svolgimento di tutte e tre le fasi di progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva) unitamente ai servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza nella fase sia di progettazione che di esecuzione, il ribasso medio è stato pari al 39,5% con un picco pari al 60,5%.

Quando i bandi aggiudicati riguardano congiuntamente le attività di progettazione e quelle di esecuzione dei lavori il ribasso medio è praticamente la metà di quello riscontrato nei bandi di sola progettazione, pari al 21%. «Sono, dunque, solo le prestazioni professionali a essere “devastate” da una competizione fondata sull'elemento “prezzo”».

Le conclusioni. In base ad una stima del centro studi del Cni, i «risparmi» determinati dalla libera ribassabilità dei corrispettivi degli incarichi di progettazione, rispetto alla possibilità di apportate una riduzione massima del 20% (così come sancito dal comma 12-bis dell'articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1989, n. 155 ora abrogato dall'art. 2 del dlgs 152/2008), nel primo trimestre sono pari allo 0,3% del costo delle opere alle quali tali servizi di progettazione si riferiscono. Ma l'effetto più evidente della liberalizzazione dei compensi per le prestazioni di ingegneria nel settore dei lavori pubblici è la progressiva marginalizzazione dei liberi professionisti. Questi ultimi «resistono» solo nei bandi aventi ad oggetto la progettazione e gli altri servizi di ingegneria (senza esecuzione dei lavori); nel primo trimestre 2010 essi si sono aggiudicati, in termini numerici, il 42,7% di questa tipologia di bandi, quota che scende però all'11,4% se si considera l'importo degli incarichi.

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