Consulenza o Preventivo Gratuito

Conti in banca chiusi a costo zero

del 09/06/2010
di: di Antonio Ciccia
Conti in banca chiusi a costo zero
Chiudere il conto o il finanziamento con la banca senza spese. Le nuove regole sui contratti bancari, con un aggiornamento del Testo unico bancario (Tub, dlgs 385/1993), sono scritte dallo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2008/48/Ce, relativa a i contratti di credito ai consumatori, coordinamento del Titolo VI del Testo unico bancario con altre disposizioni legislative in tema di trasparenza, revisione della disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi.

Oltre alla parte dedicata al microcredito (si veda ItaliaOggi di ieri) il decreto (in settimana al vaglio del governo) si occupa delle condizioni di trasparenza e delle garanzie dei clienti.Viene innanzitutto codificato il principio per cui il recesso per il consumatore è senza spese. Si introduce, infatti, nel corpo del testo unico bancario l'articolo 120-bis che recepisce la regola del diritto del cliente di recedere in ogni momento da un contratto di durata a tempo indeterminato senza penalità e senza spese, salvo rimborso spese per servizi aggiuntivi richiesti in occasione del recesso (su disposizione del Cicr). Certamente il nodo del contendere è quali siano i servizi aggiuntivi rispetto agli adempimenti direttamente connessi all'estinzione del rapporto bancario.

Ma certamente la norma codifica una salvaguardia del cliente che non deve pagare il servizio di estinzione.Il riscritto articolo 118 del testo unico bancario si occupa, poi, di modifiche unilaterali (da parte della banca) delle condizioni contrattuali. Nei contratti a tempo indeterminato è mantenuta la facoltà per le banche di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto, qualora sussista un giustificato motivo; si aggiunge, però, che ci vuole una con clausola approvata specificamente dal cliente. Anche qui si tratta di una regola di forma, più che di sostanza, in quanto si traduce nell'obbligo di mettere una firma in più: in ogni caso la clausola viene evidenziata all'occhio del cliente. Il termine di preavviso per la vigenza delle nuove condizioni, frutto delle modifiche unilaterali, passa da 30 giorni a due mesi. La regola deve applicarsi anche ai rapporti al portatore, per i quali il nuovo articolato rinvia a modalità di comunicazione stabilite dal Cicr.

Inoltre viene parificato il termine di preavviso con il termine entro il quale il cliente, che non intende accettare le modifiche, può recedere dal contratto. In tale caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate e quindi a non subire pregiudizio dalle sopravvenute condizioni.Rimane confermato che le variazioni dei tassi di interesse adottate in previsione o in conseguenza di decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori , e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente. Non ci può essere un doppio binario e gli adeguamenti da decisioni delle autorità devono essere pronti anche se favorevoli alla clientela.L'articolato introduce, poi, l'articolo 119-bis al Tub, in materia di spese addebitabili.

La regola è che l'intermediario non può addebitare al cliente spese, comunque denominate, inerenti alle informazioni e alle comunicazioni alla clientela (estratti conto) dovute per legge. Le spese sono previste solo per comunicazioni extra a richiesta dal cliente e per gli eredi. Il contratto bancario, infatti, può prevedere che, se il cliente richiede alla banca o all'intermediario finanziario informazioni o comunicazioni ulteriori o più frequenti rispetto a quelle previste dal presente titolo o la loro trasmissione con strumenti di comunicazione diversi da quelli previsti nel contratto, le relative spese sono a carico del cliente. In questi casi, le spese no non possono essere esorbitanti, ma devono essere adeguate e proporzionate ai costi effettivamente sostenuti dalla banca o dall'intermediario finanziario. Peraltro nei contratti di finanziamento la consegna della copia del contratto idonea per la stipula può essere subordinata al pagamento delle spese di istruttoria. Infine viene riscritta la disposizione sulle valute e sul calcolo degli interessi (articolo 120), fissando tra l'altro un tetto (quattro giorni) per la disponibilità degli assegni versati in conto.

vota