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Commercialisti contro gli incarichi gratuiti

del 08/06/2010
di: Gabriele Ventura
Commercialisti contro gli incarichi gratuiti
Commercialisti contro la gratuità degli incarichi di amministrazione e controllo di tutti gli enti partecipati. «La norma della manovra correttiva pare scritta apposta per evitare che una simile ipotesi possa davvero diventare legge dello stato», ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, con riguardo a quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 6 della manovra correttiva dei conti dello stato (dl 78/2010). Il quale stabilisce che la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente. E che, qualora siano già previsti, i gettoni di presenza non possano superare l'importo di 30 euro a seduta giornaliera. «È di tutta evidenza», osserva ancora Siciliotti, «l'assurdità di una norma che impone la gratuità di cariche cui corrispondono rilevanti responsabilità anche quando il soggetto chiamato a ricoprirle è un tecnico che nulla ha a che vedere con la pubblica amministrazione o con la politica». «Ragionevole e per certi versi condivisibile nell'ottica del contenimento della spesa pubblica», conclude il presidente del Consiglio nazionale, «sarebbe invece stata una disposizione di siffatto tenore, ove però limitata ai casi in cui chi riveste nell'ente finanziato dal pubblico una carica di amministrazione o di controllo viene espressamente nominato in diretta correlazione al suo incarico politico elettivo, oppure al ruolo dirigenziale che ricopre all'interno della pubblica amministrazione». Sempre nell'ambito della manovra, i giovani avvocati dell'Aiga hanno criticato la decisione delle magistrature di proclamare uno sciopero contro i tagli della Finanziaria agli stipendi di tutti i dipendenti pubblici. «Non è la protesta, e cioè se sia condivisibile che i magistrati ritengano ingiusti i tagli al pubblico impiego, che merita attenzione, quanto le conseguenze», afferma l'Aiga in una nota, «se prevarrà la tesi del sindacato dei giudici, la manovra dovrà essere emendata di tutti quegli interventi che incidono sui trattamenti stipendiali di tutti i dipendenti pubblici, e cioè il congelamento degli aumenti per tre anni e la riduzione del 5 e del 10% di quegli stipendi lordi che superino una certa soglia». Proteste, contro la manovra, anche da parte dell'Associazione distributori farmaceutici (Adf), «per le gravi implicazioni delle misure governative annunciate per il controllo della spesa sanitaria e in particolare di quella farmaceutica». «L'impatto di tale manovra», spiega il presidente Carmelo Riccobono, «appare di proporzioni devastanti e finirà col ripercuotersi non solo nei rapporti di fornitura con la clientela dei farmacisti, ma soprattutto sui livelli del servizio distributivo dei medicinali con conseguenti inevitabili ripercussioni a discapito dei pazienti e dei cittadini».

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