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Agevolazioni prima casa allargate

del 08/06/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Agevolazioni prima casa allargate
Agli acquisti delle pertinenze degli immobili spettano i benefici «prima casa» ancorché l'unità abitativa principale non abbia goduto della medesima agevolazione, per mancanza dei requisiti richiesti. Questi i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate, con la circolare 31/E di ieri, che ha risposto a taluni quesiti, in tema di corretta applicazione dell'agevolazione destinata all'acquisto della «prima casa».

Pertinenze. L'agenzia dà il via libera all'applicazione dei benefici destinati all'acquisto della prima casa alle pertinenze, destinate a servizio di un'abitazione acquisita senza l'applicazione di detta agevolazione. Nel primo caso si tratta di una pertinenza, di cui all'articolo 817 c.c., acquistata successivamente rispetto all'unità principale che non aveva goduto dei relativi benefici, in quanto all'epoca dell'acquisto (1978) detti benefici non erano ancora contemplati, mentre il secondo caso era analogo, con riferimento all'acquisto successivo della pertinenza, ma differente in quanto l'immobile principale era stato acquistato al «rustico». Le Entrate avevano già ammesso (ris. n. 265/2008) l'estensione dei benefici «prima casa» all'acquisto delle pertinenze, ma in questo caso si tratta di pertinenze di unità abitative che, per determinati motivi, non hanno beneficiato dell'applicazione del bonus: l'agenzia, però, ne conferma l'applicazione. In effetti, le disposizioni vigenti (punto 3, nota II-bis, art. 1, Tariffa, Parte I, dpr n. 131/1986) e la prassi ministeriale (cm n. 19/2001) richiedono, al fine dell'estensione dei benefici alle pertinenze, che l'abitazione principale sia acquistata con i citati benefici, ma le Entrate ritengono che, nel primo caso, la ratio del legislatore tributario sia quella di agevolare l'acquisto di case non di lusso e relative pertinenze, mentre nel secondo caso, per gli atti di cessione di unità immobiliari al grezzo soggetti ad Iva, la previsione è stabilita dal punto 21, della Parte II, Tabella «A», allegata al dpr n. 633/1972 e, per quelli soggetti a registro, l'applicazione dei benefici è riconosciuta dalla prassi ministeriale (cm n. 19/2001), naturalmente in presenza di tutti i requisiti richiesti all'atto di acquisto.

Ampliamento. Le Entrate, sul tema, erano già intervenute (ris. n. 25/2005 e c.m. n. 38/2005) in presenza di prima unità acquistata con le agevolazioni prima casa, ma il caso in esame riguarda l'ampliamento di un'unità abitativa acquistata senza applicazione del bonus «prima casa» per assenza dei requisiti richiesti al momento del rogito, soprattutto in quanto il cessionario risultava già titolare di altro immobile acquistato con il trattamento agevolato.

La possibilità era già stata confermata, in via generale, anche dalla giurisprudenza (Cassazione, sentenze nn. 563/1998 e 10981/2007), ma limitatamente all'acquisto di due alloggi contigui destinati a essere accorpati o di un alloggio destinato ad accorparsi con altro.

L'agenzia, sulla base delle citate indicazioni e delle motivazioni poste a base del riconoscimento dei benefici, conferma l'applicazione dell'agevolazione «prima casa» anche per i casi di ampliamento della propria abitazione non agevolata all'acquisto, condizionando il riconoscimento alla creazione di un'unica unità immobiliare.

Cessioni. Gli ultimi due casi analizzati riguardano il mantenimento delle agevolazioni per effetto di cessioni infraquinquennali, in caso di riacquisto di un'ulteriore unità abitativa da destinare a dimora abituale del contribuente entro un anno dalla cessione (punto 4, nota II-bis, articolo 1, Tariffa, Parte I, dpr n. 131/1986); situazione già consacrata che comporta, in assenza del rispetto di quanto appena indicato, il recupero della differenza delle imposte dovute, oltre alla sanzione del 30% sulla medesima differenza. Il primo caso concerne il mantenimento dell'agevolazione, fruita in relazione all'acquisto del primo immobile, in presenza di altro immobile nello stesso comune in cui è collocato quello da acquistare ed il secondo caso il riacquisto di un'unità abitativa all'estero; le Entrate confermano per entrambe le situazioni il mantenimento delle agevolazioni, con la possibilità, nel primo caso, di ottenere il credito d'imposta sul riacquisto, di cui all'art. 7, legge n. 448/1998 e con l'obbligo, nel caso di riacquisto di bene immobile collocato all'estero, di perfezionare la compravendita entro un anno e che lo stesso sia collocato in uno stato estero collaborativo con quello italiano, al fine di poter verificare l'uso dello stesso quale dimora abituale.

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