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del 08/06/2010
di: La Redazione
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L'ANMA (Associazione nazionale magistrati amministrativi) ha deliberato di indire, a decorrere dal 21 giugno 2010, l'astensione dal lavoro per due udienze consecutive. Le ragioni della protesta, spiega una nota, «debbono essere individuate nella profonda iniquità delle misure previste dal decreto legge n. 78 del 2010. L'insieme di esse colpisce non solo l'entità del trattamento economico in godimento, ma anche, a differenza delle altre categorie, la stessa struttura della retribuzione prevista dalle norme in vigore a tutela dell'indipendenza della magistratura, tanto da apparire ingiustificatamente punitiva».

Un filippino di 70 anni, infermo, aveva fatto richiesta di un permesso di soggiorno per motivi familiari ma la questura di Firenze «alla luce dell'assoluta insussistenza dei presupposti di legge» non gliel'ha concesso. Non verrà espulso, però, ma rimarrà in Italia per essere curato. Non potrà invece godere di una pensione d'invalidità dello Stato italiano come invece richiesto dall'associazione «Italo Filippina Giustizia e diritto» perché, spiega sempre la questura, «l'erogazione di trattamenti previdenziali, come ribadito dall'Avvocatura dello Stato, richiede pur sempre la presenza regolare sul territorio».

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