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Le regole del privato sull'area in concessione

del 08/06/2010
di: Marilisa Bombi
Le regole del privato sull'area in concessione
L'area pubblica diventa privata se è data in concessione e, di conseguenza, l'attività commerciale che vi viene esercitata deve seguire le regole previste per il commercio che si svolge su suolo privato e non quelle, specifiche, che regolano il commercio su aree pubbliche. L'importante principio è stato affermato dal Consiglio di stato, Sezione quinta, con la decisione 2214 del 20 aprile scorso nel dirimere il contenzioso insorto tra il Comune di Rimini e la Cooperativa bagnini di Viserba per il corretto esercizio dell'attività di vendita di prodotti mediante distributori automatici nell'ambito degli stabilimenti balneari. Se secondo il Comune di Rimini, l'attività commerciale svolta sul litorale dato in concessione è assoggettata a un duplice regime autorizzatorio (nulla osta dell'autorità marittima e autorizzazione al commercio), di tutt'altro parere sono stati i giudici del diverso grado di giudizio. Dalla lettura delle disposizioni ha puntualizzato, infatti, il Consiglio di stato, deriva che il regime dell'autorizzazione al commercio di cui alla legge n. 112/1991 (vigente all'epoca del fatto ma rimasta immutata nel tempo seppur inserita nel nuovo corpus normativo del dlgs 114/1998) si applica alle sole aree destinate a uso pubblico e tra queste rientra quella parte di demanio marittimo che conserva integralmente la destinazione a uso pubblico in quanto totalmente libera. Quando, in sostanza, l'attività viene a svolgersi all'interno delle strutture degli stabilimenti balneari, all'interno, quindi, di un manufatto non demaniale, anche se su terreno pubblico dato in concessione, non può applicarsi la normativa specifica per il commercio su aree pubbliche.

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