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Una manovra per le professioni

del 05/06/2010
di: di Ignazio Marino
Una manovra per le professioni
Un pacchetto di incentivi per aiutare i professionisti a fronteggiare la crisi e favorire lo sviluppo del comparto. È quanto prevede una proposta di legge (n. 3480) presentata alla camera da Antonino Lo Presti (Pdl) per affrontare alcuni problemi strutturali di un settore che, al pari degli altri, sta pagando il prezzo della congiuntura economica negativa.

Rapporti con la p.a. Ammonta a un anno, secondo le stime del Comitato unitario delle professioni, il tempo di pagamento delle parcelle dei professionisti da parte della pubblica amministrazione. A tal fine si prevede, anzitutto, una procedura breve per la certificazione dei crediti vantati dai professionisti nei confronti delle pubbliche amministrazione, stabilendone la libera cedibilità inter privatos. La proposta Lo Presti disciplina la possibilità del professionista di opporre in compensazione i crediti certificati alle pubbliche amministrazioni: ciò può avvenire senza limiti se il rapporto di debito-credito è con un medesimo ente; se, invece, gli enti sono differenti e i debiti sono di natura fiscale, contributiva o previdenziale, la compensazione potrà operare solo dopo un periodo transitorio, per consentire agli enti pubblici interessati di stipulare apposite convenzioni con l'Agenzia delle entrate e con gli istituti previdenziali al fine di regolare i rispettivi rapporti. Da ultimo si prevede non si possa procedere al cosiddetto «fermo amministrativo», ove il professionista vanti crediti certificati di ammontare pari al debito contestato.

Accordi sui debiti. Per risolvere le crisi da sovraindebitamento dei professionisti, la Pdl Lo Presti propone una soluzione tramite procedure di ristrutturazione e di esdebitazione. I professionisti, infatti, non sono mai stati soggetti agli istituti fallimentari. Nella recente riforma fallimentare, tuttavia, sono stati introdotti degli istituti di regolazione della crisi di impresa compatibili con gli ordinamenti professionali.

Cessione dello studio. Un capitolo a parte tratta dei patti relativi al trasferimento degli studi tra professionisti. L'attuale lacuna non consente al professionista, si legge nella relazione illustrativa, di fare leva sul valore della propria attività, anche per l'accesso al credito, e determina significativi problemi in caso di impedimento temporaneo all'esercizio professionale. Non solo. I professionisti possono concludere accordi , anche a titolo oneroso, relativi all'uso del proprio nome nella denominazione di associazioni e di società professionale di cui hanno parte.

Minimi tariffari negli appalti. I contratti per prestazioni stipulati in qualunque forma con i professionisti da pubbliche amministrazioni aggiudicatrici ai sensi del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, anche a seguito di procedure ad evidenza pubblica, non possono prevedere compensi inferiori a quelli fissati dalle tariffe professionali. Ancora, le pubbliche amministrazioni, nel corso dello stesso anno solare, non possono concedere a propri dipendenti in rapporto di tempo pieno, più di due autorizzazioni a svolgere incarichi retribuiti consistenti in prestazione professionali in qualunque forma stipulati.

Incentivi allo sviluppo. L'ultima parte dell'articolato riguarda le disposizioni di incentivo e di sostegno economico all'attività professionale. Si chiede sostanzialmente l'estensione ai professionisti di sistema di finanziamenti e di incentivi, cui al momento possono accedere soltanto le imprese. Si stabilisce, sempre alle stesse condizioni, l'estensione ai professionisti degli interventi e dei fondi di garanzia in ordine al livello e alle condizioni del credito già previsti dalla normativa statale, sempre in quanto compatibili. Per agevolare la concessione di crediti, gli ordini possano stipulare accordi con banche che si impegnino a erogare finanziamenti agli iscritti che, ove non onorati, espongono a severe sanzioni disciplinari. Lo stesso articolo autorizza gli ordini a istituire società cui detengano l'intero capitale sociale, al fine di attivare ogni e opportuna azione di sostegno in favore degli iscritti, specie per promuovere l'accesso dei più giovani alla professione e per favorire sinergie tra professionisti.

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