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Divorzio, sì alla scelta della legge

del 05/06/2010
di: La Redazione
Divorzio, sì alla scelta della legge
I coniugi di diverse nazionalità potranno decidere quale legge nazionale applicare al loro caso di divorzio. È quanto deciso ieri dai ministri della giustizia dei 27, con una norma che si applicherà solo a 12 paesi, tra cui l'Italia, ovvero a quelli che hanno chiesto di poter procedere anche senza l'unanimità della Ue. Obiettivo: semplificare le procedure. I ministri hanno quindi dato il via libera alla prima cooperazione rafforzata della storia dell'Unione, prevista dal Trattato di Lisbona. In particolare, data l'impossibilità di trovare una posizione comune sulla questione delle separazioni dei coniugi, e visto che le leggi sui divorzi in Europa sono molto diverse, alcuni stati hanno chiesto di andare avanti da soli, per semplificare la vita alle coppie di diverse nazionalità che vogliono mettere fine al proprio matrimonio.

Il criterio di fondo della cooperazione è che i coniugi possono scegliere di comune accordo la legge applicabile, che di norma dovrebbe essere quella del paese con il quale i due coniugi hanno un legame (per esempio, residenza abituale o nazionalità). In caso di disaccordo, la legge applicabile sarà determinata secondo una gerarchia di criteri ulteriori (residenza abituale comune, ultima residenza abituale comune, nazionalità comune, legge della giurisdizione adita).

Lo scopo è fornire ai coniugi di nazionalità diversa uno strumento che consenta loro di conoscere in anticipo quale sarà la normativa applicabile alla separazione. I 12 paesi interessati sono: Italia, Austria, Bulgaria, Francia, Ungheria, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna, Germania, Belgio e Lettonia.

Il 20% dei divorzi in Europa avviene tra persone di due diversi stati membri. E nella Ue le scelte normative sono alquanto differenti: si va da Malta, in cui non esiste, alla Svezia, in cui per sciogliere il matrimonio basta andare in comune. Sulla decisione di oggi deve ora esprimersi il parlamento Ue nella prossima sessione plenaria, ma la commissione giuridica si era già espressa a favore. Il gruppo di paesi aderenti, comunque, potrebbe arricchirsi anche di Cipro e Portogallo.

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