Il criterio di fondo della cooperazione è che i coniugi possono scegliere di comune accordo la legge applicabile, che di norma dovrebbe essere quella del paese con il quale i due coniugi hanno un legame (per esempio, residenza abituale o nazionalità). In caso di disaccordo, la legge applicabile sarà determinata secondo una gerarchia di criteri ulteriori (residenza abituale comune, ultima residenza abituale comune, nazionalità comune, legge della giurisdizione adita).
Lo scopo è fornire ai coniugi di nazionalità diversa uno strumento che consenta loro di conoscere in anticipo quale sarà la normativa applicabile alla separazione. I 12 paesi interessati sono: Italia, Austria, Bulgaria, Francia, Ungheria, Lussemburgo, Romania, Slovenia, Spagna, Germania, Belgio e Lettonia.
Il 20% dei divorzi in Europa avviene tra persone di due diversi stati membri. E nella Ue le scelte normative sono alquanto differenti: si va da Malta, in cui non esiste, alla Svezia, in cui per sciogliere il matrimonio basta andare in comune. Sulla decisione di oggi deve ora esprimersi il parlamento Ue nella prossima sessione plenaria, ma la commissione giuridica si era già espressa a favore. Il gruppo di paesi aderenti, comunque, potrebbe arricchirsi anche di Cipro e Portogallo.
