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Redditometro avanti tutta

del 29/05/2010
di: di Pamela Giufrè
Redditometro avanti tutta
Il ritorno del redditometro, la riscossa della Lapet. È infatti questo secondo i tributaristi dell'associazione presieduta da Roberto Falcone lo strumento migliore per garantire il principio di equità fiscale tra tutti i contribuenti, purché però siano rispettati il diritto di difesa e le disposizioni dello Statuto del contribuente.

E dopo anni che Falcone insiste sulla necessità di utilizzare il redditometro per rilanciare la lotta all'evasione fiscale, soprattutto in periodi di crisi come quello che stiamo attraversando, finalmente l'amministrazione finanziaria sembra aver colto il suggerimento. Di redditometro, infatti, il presidente Falcone ha parlato di recente nella trasmissione Rai Uno Mattina, con Aldo Polito, direttore centrale dell'Ufficio del contribuente dell'Agenzia delle entrate.

Insieme ai conduttori Eleonora Daniele e Michele Cucuzza, Falcone ha illustrato le principali novità che aggiorneranno il redditometro già dal prossimo primo gennaio, spiegando ai telespettatori che anche i minicar, le crociere e l'iscrizione a club e centri benessere rientreranno fra gli indici di capacità di spesa.

«Abbiamo sempre sottolineato», ribadisce il presidente della Lapet, «l'urgenza di adeguare questo strumento di accertamento alla realtà, per rendere davvero efficace ed incisiva la lotta all'evasione fiscale. È questa una convinzione che abbiamo rafforzato quando, alla luce della grave crisi economico-finanziaria internazionale che ha inevitabilmente colpito anche l'Italia, proponevamo una momentanea disapplicazione degli studi di settore per quei contribuenti in evidenti condizioni di difficoltà economiche. Eravamo certi che l'amministrazione finanziaria sarebbe comunque stata in grado di verificare le posizioni fiscali attraverso strumenti più adeguati come il redditometro e gli accertamenti bancari».

Certezza che ora, con la prossima Manovra, potrebbe trovare concretezza nel restyling del redditometro. Un redditometro di «seconda generazione», come è stata battezzata la nuova versione, che finalmente tiene conto del nucleo familiare dei contribuenti e dell'area territoriale di residenza.

«Avremo un redditometro al passo coi tempi», commenta Falcone, «e con il genere di spese sostenute dai contribuenti italiani, non soltanto in termini di costi ma anche di tipologie. Abbiamo infatti sempre affermato che occorreva prestare maggiore attenzione alle classi di reddito e alle differenze territoriali, non solo tra il Nord e il Sud della Penisola, ma anche tra i grandi e i piccoli centri d'Italia».

Ma che cos'è propriamente il redditometro? Entrato a far parte del nostro ordinamento fiscale nel 1992, è uno strumento utilizzato dal Fisco per rideterminare il reddito prodotto, e talvolta anche non dichiarato, sulla base di beni di proprietà e dei consumi del contribuente. «In pratica», ricorda il presidente della Lapet, «attraverso il redditometro è possibile stimare l'effettivo reddito prodotto e verificare la congruità del tenore di vita del contribuente rispetto ai redditi dichiarati». Obiettivo del redditometro è proprio quello di incrociare il tenore di vita con le dichiarazioni dei contribuenti tentando di individuare possibili anomalie tra i due termini di riferimento, e quindi stabilire l'eventuale forma di evasione fiscale. Ma «il redditometro non è mai stato sfruttato come si doveva e si poteva» secondo i tributaristi della Lapet. Fino all'anno 2007, quando questo strumento ha ritrovato forza nell'ambito di un incessante rilancio dell'accertamento sintetico. Nel frattempo, però, era diventato vecchio. Occorreva dunque aggiornarlo, anche perché intanto l'evasione cresceva sempre più, al punto da raggiungere l'attuale soglia che oscilla tra 105 e 118 miliardi di euro.

«Siamo i primi a sostenere l'importanza della lotta all'evasione», dichiara Falcone, «e se viene condotta con gli strumenti giusti, non incide affatto sui contribuenti onesti. Bisogna uscire dalla logica che colpisce indistintamente i soliti “noti” e spesso le categorie più deboli tralasciando l'“area franca” di coloro che sono completamente sconosciuti al Fisco».

Con il nuovo redditometro, questo principio sembra essere destinato a scomparire. Trova invece posto il principio di equità fiscale, stabilito dall'articolo 53 della nostra Costituzione che recita: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività». 

«Attualmente», afferma il presidente della Lapet, «questo è uno degli articoli più disattesi della Costituzione italiana e inevitabilmente l'evasione riduce le risorse necessarie per lo sviluppo economico e sociale del Paese e aumenta la pressione fiscale su imprese e cittadini onesti che versano le imposte. Ma il nuovo redditometro, che capta l'effettiva capacità di reddito del contribuente, a differenza di altri strumenti di accertamento sintetico, come gli studi di settore, riuscirà realmente a coglierla».

Altra previsione apprezzabilissima per i tributaristi di Roberto Falcone è la possibilità che il nuovo redditometro lascia ai contribuenti di valutare la propria situazione. «Ci sembra un metodo efficace per persuaderli a compilare la propria dichiarazione dei redditi in maniera veritiera», commenta il presidente, «evitando così anche controlli a posteriori, che rappresentano per tutti, anche per gli stessi intermediari fiscali oltre che per l'Agenzia delle entrate, un inutile dispendio di tempo ed energie».

Un pericolo che si potrà scongiurare grazie all'incrocio dei dati, di cui già dispone l'amministrazione finanziaria. «Ma l'aspetto più importante», precisa il presidente della Lapet, «è che la determinazione del reddito presunto deriverà da coefficienti non fissi e universali ma dipenderà dalla situazione di ciascun contribuente».

A tal proposito, Falcone chiede che le nuove disposizioni tengano conto del diritto di difesa del contribuente: «Il contribuente deve potersi difendere dalle pretese dell'amministrazione finanziaria dimostrando il suo effettivo reddito soprattutto quando si tratta di un reddito d'impresa, notevolmente assottigliato dalla crisi in corso. Pertanto, il diritto di difesa dovrà essere il più ampio possibile per evitare che, come in passato, automaticamente alla disponibilità di maggiori beni corrisponda un maggior reddito. D'altronde, il riscontro è immediato attraverso l'accertamento bancario. Per quanto, dal canto loro, i contribuenti dovranno crearsi le cosiddette prove a sostegno della reale posizione fiscale».

I tributaristi condividono inoltre anche la previsione di elaborare un apposito software che permetterà al contribuente di verificare attraverso gli intermediari fiscali se il reddito dichiarato risulta «congruo». «Chiaramente», spiega Falcone, «anche questo software non potrà prescindere dal principio dell'incremento patrimoniale, attraverso il quale è possibile attestare che certe spese sono state effettuate con redditi conseguiti nell'anno (o negli anni) precedente. E, in tempi di crisi, purtroppo, non è possibile non tenere conto dell'eventualità che un contribuente compri un bene durevole, come una casa o un'auto, ricorrendo ai risparmi del passato o a un mutuo o a un finanziamento al cui pagamento delle rate contribuiscono altri parenti, quindi secondo possibilità maggiori rispetto alle risorse dichiarate. Un'ipotesi che soprattutto per imprenditori e commercianti, ma anche per i liberi professionisti, non è affatto da scartare. Il redditometro, a differenza di quanto avviene nel caso degli studi di settore, si applica a tutti i contribuenti, senza distinzioni tra lavoratori dipendenti e autonomi. Così», avverte il presidente della Lapet, «una volta per tutte potrà essere sfatata la falsa convinzione che solo i dipendenti pagano le tasse mentre tutti gli altri sono evasori fiscali».

Contestano invece i tributaristi la possibile applicazione retroattiva del redditometro: “Lo Statuto del contribuente – conclude Falcone – ha appositamente ed esplicitamente introdotto il divieto di norme tributarie retroattive”.

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