Vincenzo Moretta, commissario straordinario dell'Ordine di Milano, aprendo i lavori, ha sottolineato «l'importanza del ruolo dei professionisti di area economico-giuridica nella mediazione civile, in particolare dei commercialisti che affiancano quotidianamente l'impresa». E ha ricordato come l'Ordine di Milano abbia investito molte energie nella formazione con più di 10 corsi e 300 mediatori civili formati nell'ultimo anno.
Secondo Claudio Siciliotti, presidente del Cndcec, «la riforma che ha introdotto la mediazione come filtro del processo costituisce un passaggio fondamentale per dare maggiore efficienza al sistema paese. Ma perché questo strumento dia frutti tangibili deve fondarsi su due pilastri irrinunciabili: obbligatorietà e professionalità». Secondo Siciliotti, infatti, «l'eventuale facoltatività del ricorso alla mediazione svuoterebbe, di fatto, la portata e il senso della riforma».
Al convegno è intervenuto anche Giacomo Caliendo, sottosegretario alla giustizia, che ha sottolineato l'importanza della mediazione per «stimolare l'economia italiana ancora intrappolata».
Giuseppe Grechi, presidente emerito della Corte d'Appello di Milano ha ricordato l'esperienza milanese di Progetto Conciliamo definendola «di grande importanza per la diffusione della cultura della mediazione».
