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Imposta straordinaria per i fondi immobiliari

del 29/05/2010
di: di Fabrizio Vedana
Imposta straordinaria per i fondi immobiliari
Il fondo immobiliare deve avere una pluralità di investitori, effettuare le operazioni di acquisto/vendita degli immobili sulla base di una predeterminata politica di investimento e operare in autonomia rispetto ai sottoscrittori per poter godere ancora della vecchia disciplina fiscale.

In assenza di tali requisiti, la Società che gestisce il fondo, dopo avere adeguato il regolamento del fondo per renderlo conforme ai sopra citati requisiti, dovrà applicare, a titolo d'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, un ammontare pari all'8% della media dei valori netti del fondo risultanti dai prospetti semestrali redatti nei periodi d'imposta 2007, 2008 e 2009.

L'imposta (che pare configurarsi come una tantum) andrà versata in tre tranches la prima delle quali, nella misura del 40%, entro il 31 marzo 2011.

Qualora, invece, la Società di gestione intendesse liquidare il fondo immobiliare dovrà applicare, a titolo d'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, un ammontare pari al 12% della media dei valori netti del fondo risultanti dai prospetti semestrali redatti nei periodi d'imposta 2007, 2008 e 2009.

La norma, contenuta nella bozza di decreto legge contenente la cosiddetta manovra fiscale, è destinata ad incidere pesantemente sui bilanci dei fondi immobiliari con efficacia retroattiva.

Al riguardo, in attesa di vedere se e come tale aspetto possa rappresentare una violazione dell'articolo 3 dello Statuto del Contribuente, molte Società di Gestione del Risparmio e soprattutto molti sottoscrittori, anche esteri, di fondi immobiliari hanno cominciato a fare i conti: i riflessi di tale imposta straordinaria potranno incidere anche in maniera significativa sui sottoscrittori aventi la forma di società. Infatti i bilanci del 2007, del 2008 e ormai anche del 2009 sono stati chiusi e pertanto il costo fiscale andrà ad incidere sui bilanci degli anni futuri.

L'Assoimmobiliare, associazione che rappresenta anche molte sgr attive nel comparto immobiliare, ha chiesto, con un comunicato stampa, che la previsione della patrimoniale debba essere precisata e limitata ai soli Fondi familiari o a quelli elusivi, come già definiti nella finanziaria del 2008.

Diversamente, secondo l'Assoimmobiliare, l'introduzione dell'imposta avrebbe anche l'effetto di colpire le tasche dei risparmiatori italiani, oltre a scoraggiare l'afflusso degli investitori esteri, a limitare l'offerta di prodotto qualificato, a mettere in pericolo la prosecuzione delle attività della maggior parte delle Società di gestione del risparmio e ad arrestare la crescita del comparto dei fondi immobiliari che in assenza di provvedimenti ostativi potrebbe raddoppiare la massa gestita (pari a circa 40 mld di euro secondo l'ultimo rapporto di Assogestioni) nei prossimi due anni a vantaggio della trasparenza.

In attesa di capire se e come il governo ovvero le Autorità di vigilanza nell'ambito dei decreti attuativi che dovranno essere emanati nei prossimi mesi, intendono accogliere le richieste di modifica della norma provenienti dal mondo degli operatori, non resta che cominciare ad esaminare i regolamenti dei singoli fondi al fine di capire se aventi oppure no i requisiti per poter continuare ad essere classificati come fondi comuni di investimento ai sensi del nuovo articolo 1, comma 1 lettera j) del Testo unico della finanza.

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