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Le Casse puntano sul patrimonio del Paese

del 28/05/2010
di: Matilde De Santis
Le Casse puntano sul patrimonio del Paese
Casse di previdenza unite per aumentare i fondi a disposizione degli investimenti e per accedere all'acquisto di immobili di prestigio per rivalutare il patrimonio del paese. La proposta arriva da Paolo Saltarelli, presidente della cassa di previdenza dei ragionieri, nel corso della tavola rotonda, moderata da Sergio Luciano, dal tema «Patrimoni immobiliari delle Casse di previdenza: le opportunità per creare valore» organizzata nell'ambito del forum nazionale «Privato e pubblico, insieme per il sistema paese». La proposta ha raccolto il pieno sostegno anche di Francesco Attaguile, presidente della Cassa notariato. «Abbiamo optato», dice, «per la dismissione di quegli immobili la cui riqualificazione sarebbe stata troppo onerosa, abbiamo dato un diritto di prelazione ai nostri inquilini. Al momento siamo ancora in attesa di risultati, ma siamo fiduciosi». «La nostra missione». spiega Vincenzo Cappiello, amministratore delegato di Fintecna immobiliare srl, «è la valorizzazione urbanistica e commerciale dei beni immobiliare. Anche attraverso la realizzazione di interventi di recupero, trasformazione, ristrutturazione e riqualificazione degli immobili. Per questo», prosegue, «abbiamo avviato un partenariato con diciotto sigle societarie in tutta Italia». Attività di certo complessa che parte con la bonifica del sito e che porta «alla collocazione del bene sul mercato, il plusvalore è arrivare al prodotto finito». A Michele Cibrario, invece, il compito di analizzare il mercato immobiliare. Mercato che, nei primi tre mesi del 2010, è stato sostanzialmente fermo per il settore non residenziale. «Uno dei problema», ha spiegato, «è che non si trovano prodotti da investire. Quelli disponibili sulla piazza hanno prezzi molto elevati e redditi molto bassi». Torna sulla proposta di Saltarelli anche Fausto Amadasi, presidente della cassa Geometri. «Finalmente», dice, «abbiamo l'opportunità di uscire dai nostri piccoli recinti. Quando si tratta di mettere insieme sinergie non bisogna certo tirarsi indietro. Il nostro», prosegue, «è un patrimonio datato che risale al 1956 e che presenta delle eccellenze, ma anche delle criticità. Fino ad oggi ci siamo limitati a comprare i beni e a metterli da parte senza capire come avremmo potuto farli rendere. Al momento», dice ancora, «stiamo valutando un percorso che porti al conferimento di un bene in un fondo Sgr a gestione partecipata, sulla scia di quanto fatto dai notai». Alcune criticità sono state espresse, invece, sul fondo destinato all'housing sociale. «Noi», dice Amadasi, «in passato abbiamo fatto un esperienza simile, il problema però è che, con il passare del tempo, la valutazione degli immobili rischia di avere nuovi parametri». Per aprire nuovi scenari, anche Florio Bendinelli, presidente dell'ente di previdenza dei Periti industriali, è convinto che bisogna «fare sistema». «L'errore più grande», spiega, «è che tutti vorrebbero gestire il loro patrimonio da soli. Forse sarebbe meglio trovare soluzioni condivise che vadano a beneficio di tutti». Alla tavola rotonda ha preso parte anche Dario Valentino, amministratore delegato di Investire immobiliare sgr che, da addetto ai lavori, è convinto che il «settore della gestione per conto terzi necessariamente dovrà crescere in trasparenza, in governancing e in capacità di attrarre investitori». Diverso poi il discorso per quanto riguarda la gestione di un patrimonio immobiliare e quella di un patrimonio destinato all'housing sociale. «Il mercato delle locazioni». spiega, «non è un settore particolarmente vivace, il social housing non è un bene che rende molto». A proposito dei fondi, invece, Valentino è chiaro. «Il vantaggio di un fondo», conclude, «è che segrega il patrimonio depositato e che ha un gestore dedicato». Piercarlo Rolando, general manager di Reag, pone l'accento sulle leve fondamentali in ambito di gestione del patrimonio: quella urbanistica per la valorizzazione del patrimonio e l'ecoleva. «Oggi il mercato è cambiato», spiega, «per questo si tiene conto, nella valutazione di un immobile anche di fattori di impatto ambientale. Minore è l'impatto sull'ambiente, minori saranno i costi di manutenzione a fronte di una maggiore competitività sul mercato immobiliare». Le conclusioni sono state affidate, invece, al presidente della cassa previdenziale dei ragionieri, nonché promotore dell'incontro, Paolo Saltarelli. «Sono convinto che facendo sistema e lavorando in partnership lo scenario futuro potrà essere positivo».

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