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La riscossione Inps mette il turbo

del 28/05/2010
di: di Daniele Cirioli
La riscossione Inps mette il turbo
Espropriazione forzata in 30 giorni per chi non paga i contributi Inps. Tardare i versamenti periodici (per esempio quelli mensili relativi ai contributi dei dipendenti oppure la rata trimestrale dovuta da artigiani e commercianti) comporterà l'emissione da parte dell'Inps del nuovo «avviso di addebito», a fronte del quale il trasgressore avrà di tempo 30 giorni per pagare. Se non vi provvede, il 31mo giorno scatterà l'esecuzione forzata da parte degli agenti della riscossione. Tempi più lunghi (per modo di dire: 90 giorni) nel caso di avvisi riguardanti crediti accertati dagli uffici. Questo il nuovo sistema di riscossione Inps previsto dalla manovra correttiva, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2011.

Il nuovo avviso di addebito. La novità è rappresentata dal nuovo avviso di addebito, dotato di valore di titolo esecutivo, che riguarderà tutti i debiti contributivi dell'Inps. Anche se è prevista un'unica disciplina, la procedura cambia con riferimento alla tipologia del debito: per quelli emersi a seguito di accertamento degli uffici, prevede tempi più lunghi di riscossione e di esecuzione forzata; per quelli derivanti dal mancato pagamento alle scadenze di legge (i contributi periodici), prevede tempi più stretti. In pratica, dal prossimo anno, l'Inps utilizzerà il nuovo avviso di addebito per notificare ai trasgressori qualunque somma a qualunque titolo dovuta e non pagata. Il nuovo avviso dovrà contenere, a pena di nullità, il codice fiscale del soggetto tenuto al versamento (il trasgressore), il periodo di riferimento del credito, la causale del credito, gli importi addebitati ripartiti tra quota capitale e sanzioni, l'agente della riscossione competente. In ogni caso, le sanzioni e le somme aggiuntive sui debiti oggetto del nuovo avviso di addebito, sono calcolate fino alla data del pagamento.

La notifica. Il nuovo avviso di addebito sarà notificato, in via prioritaria, tramite posta elettronica certificata (la Pec) all'indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge. In alternativa, previa eventuale stipula di convenzione tra Comune e Inps, la notifica potrà avvenire anche tramite messi comunali o agenti di polizia municipale; in ultima analisi anche mediante raccomandata a/r. Agli agenti di riscossione, invece, le modalità di consegna degli avvisi saranno stabilite dall'Inps.

Somme accertate dagli uffici. Nel caso di crediti vantati dall'Inps in seguito ad accertamenti effettuati dagli uffici, il nuovo avviso dovrà contenere anche l'intimazione ad adempiere l'obbligo di pagamento entro il termine di 90 giorni, nonché l'indicazione che, in mancanza del pagamento, l'agente della riscossione procederà a esecuzione forzata. Inoltre, dovrà essere sottoscritto, anche con firma elettronica, dal responsabile dell'ufficio che ha emesso l'atto di accertamento.

Ricevuto l'avviso il debitore può proporre ricorso amministrativo avverso l'atto di accertamento nei termini ordinari, in relazione alla natura dell'obbligo contributivo, e comunque non oltre 90 giorni dalla notifica. Il ricorso dovrà obbligatoriamente essere trasmesso anche all'Inps. Se l'organo che ha competenza di decidere respinge il ricorso, il trasgressore avrà tempo cinque giorni per pagare. Una volta spirato il termine senza pagare, l'Inps provvederà a consegnare l'avviso di addebito all'agente della riscossione per l'avvio della procedura di espropriazione forzata. In caso di accoglimento parziale del ricorso viene rideterminato l'importo dovuto con emissione di un nuovo avviso di addebito e intimazione al pagamento entro cinque giorni dalla notifica. Una volta spirato il termine senza che il pagamento sia avvenuto, l'Inps provvederà a consegnare l'avviso di addebito all'agente della riscossione, per l'avvio della procedura di espropriazione forzata.

In caso di revisione in autotutela dell'atto di accertamento l'avviso di addebito cessa di avere validità e l'Inps provvede alla notifica di un nuovo avviso di addebito per l'eventuale somma ancora dovuta. In tal caso, si ricomincia con il termine di 90 giorni per il pagamento.

Infine, una volta decorso il termine di 90 giorni senza che sia stato proposto ricorso e in assenza di pagamento, l'agente della riscossione nei successivi 30 giorni e, sulla base dell'avviso di addebito senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procede ad espropriazione forzata (si applicano le disposizioni del dpr n. 602/1973). L'espropriazione, in ogni caso, è avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo e, in caso di riscossione frazionata, anche in pendenza di giudizio, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello entro il quale doveva essere effettuato il pagamento

Contributi a scadenze periodiche. La procedura è diversa, e più rigida, con riferimento alle somme (contributi) dovute all'Inps, il cui termine di pagamento sia mensile o comunque periodico. Infatti, sia per il caso di omissione totale che per quello parziale di pagamento alla scadenza di legge, l'avviso di addebito è notificato al contribuente e, contestualmente, consegnato all'agente di riscossione, dando tempo 30 giorni per il pagamento, trascorsi i quali l'agente procederà all'espropriazione forzata.

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