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Ddl Siliquini Le tecniche lo bocciano

del 27/05/2010
di: di Ignazio Marino
Ddl Siliquini Le tecniche lo bocciano
Confuso, contraddittorio, inaccettabile. Così le professioni tecniche bocciano senza appello il testo della riforma delle professioni di iniziativa parlamentare targato Siliquini. Ma l'elenco delle critiche sarebbe più lungo. Ingegneri, agrotecnici, architetti, dottori agronomi e forestali, geologi e tecnologi alimentari, infatti, ci hanno messo quattro giorni per arrivare ad un comunicato congiunto. Un tempo necessario per analizzare ogni singolo aspetto di quello che doveva essere un testo condiviso, almeno fra gli ordini. «Nel riaffermare che il discrimine per l'accesso ad una professione intellettuale è il superamento di un percorso di studi universitario od equivalente e di un esame di Stato abilitante ex-art. 33 Costituzione, così come anche recentemente affermato dal Ministro della Giustizia, i sottoscritti Ordini e Collegi professionali esprimono vivissima preoccupazione per il possibile conflitto che sembra fin d'ora determinarsi fra le linee guida della riforma parlamentare e di quella governativa, auspicando che il Governo sappia ricomporre questa frattura nel senso richiesto dagli attori del sistema professionale, nell'interesse delle giovani generazioni e del Paese». Non replica alle critiche la relatrice alla riforma, Maria Grazia Siliquini. Che al forum della Cassa di previdenza dei geometri tenutosi l'altro ieri a Roma ha spiegato i punti salienti del suo progetto di legge. «Per la prima volta», ha detto, «nel testo di riforma depositato nelle commissioni, sono state individuate con chiarezza le linee portanti della professione intellettuale, caratterizzata da titolo universitario e superamento dell'esame di stato, con iscrizione all'albo professionale e obbligo di formazione continua e di rispetto del vincolo deontologico, prevedendo altresì la distinzione tra l'attività professionale e l'attività d'impresa». Mentre in materia di tariffe, Siliquini ha chiarito che: «Le stesse vanno pattuite avendo riferimento alle minime e massime stabilite con decreto dal Ministero della Giustizia. Quando il committente è un ente pubblico, l'indicazione tariffaria del ministero è obbligatoria e vincolante». La parlamentare in casa dei geometri ha ribadito, inoltre, l'importanza di dar seguito all'accorpamento tra ordini e collegi che ne facciano richiesta.
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