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dall'unione europea

del 27/05/2010
di: La Redazione
dall'unione europea
BANCHE.. Devono essere le banche a pagare per le banche, non i contribuenti. L'ha ribadito ieri la Commissione Ue, presentando la proposta di una rete europea di fondi nazionali alimentati dagli istituti di credito. Obiettivo: prevenire future crisi finanziarie. Bruxelles ha precisato che si tratterebbe di fondi anti-crisi, non di «polizze di assicurazione». Secondo la Commissione, i fondi dovrebbero essere usati solo per garantire che l'eventuale fallimento di una banca venga gestito in modo ordinato e non destabilizzi il sistema finanziario. Ad esempio, i fondi dovrebbero essere utilizzati per finanziare le operazioni delle banche ponte. Per trasferire, in parte o in toto, le attività e/o le passività. O per finanziare la separazione delle banche «buone» da quelle «cattive». Inoltre, i fondi per le misure di risoluzione dovrebbero essere disponibili per un periodo di tempo determinato. Bisognerà aspettare fino al prossimo ottobre per vedere proposte più dettagliate da parte dell'esecutivo comunitario. Che, nel frattempo, presenterà le proprie idee ai capi di stato o di governo dell'Ue e ai leader del G-20 il mese prossimo.

PROTEZIONE DATI. Sì alla cooperazione contro terroristi e gruppi criminali, ma senza sacrificare la privacy dei cittadini europei. Bruxelles ha abbozzato ieri una proposta per un accordo con Washington sulla protezione dei dati personali trasferiti nell'ambito della cooperazione transatlantica in materia penale. L'obiettivo principale della Commissione è garantire «un alto livello di protezione delle informazioni» come quelle bancarie e quelle relative ai passeggeri degli aerei. L'accordo rafforzerà il diritto dei cittadini di accedere ai dati, rettificarli o, se necessario, cancellarli. Inoltre i cittadini europei potranno presentare ricorso negli Stati Uniti contro l'uso illecito dei loro dati. Bruxelles spera di ottenere il via libera da parte degli stati membri già da luglio, durante la presidenza di turno belga. L'accordo costituisce il quadro di riferimento in cui si collocano i negoziati tra Ue e Usa sul caso Swift e il dossier Pnr. Il primo riguarda il trasferimento dei dati bancari. Il secondo riguarda lo scambio dei dati personali dei passeggeri europei che volano negli Usa.

AIUTI DI STATO. Semaforo verde per i fondi che il governo italiano versa ad alcune imprese per evitare mega black-out in Sicilia e Sardegna. Secondo la Commissione europea, non si tratta di aiuti di stato, perché tale regime remunera al prezzo di mercato un servizio necessario per garantire la continuità delle forniture elettriche nelle isole. Perciò il gestore della rete contratterà mediante gara d'appalto 500 megawatt di capacità interrompibile in Sicilia e Sardegna. Le condizioni di accesso alla gara non sono restrittive, dato che la soglia minima di consumo elettrico è fissata ad un solo 1 Megawatt. Secondo l'Italia, su entrambe le isole vi è un numero sufficiente di imprese che soddisfano i requisiti di accesso alla gara. Il regime è limitato a tre anni e le imprese devono impegnarsi a fornire risorse interrompibili per l'intero periodo.

Gianluca Cazzaniga

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