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Cassa geometri, esempio per tutti

del 26/05/2010
di: di Benedetta Pacelli
Cassa geometri, esempio per tutti
Meno iscritti e più pensioni in casa geometri. I primi cresciuti, negli ultimi dieci anni, del 37,2%, le seconde con un tasso di incremento di oltre il 70%. Sono sono alcuni dei dati che saltano più all'occhio scorrendo il rapporto Censis «Dal welfare professionale un modello per il paese», presentato ieri a Roma e che farebbero pensare ad un sistema previdenziale a rischio default. Scongiurato invece, dice il rapporto, da «un'azione riformatrice» messa a punto già alla fine degli anni 90 dai vertici della stessa cassa.

Di fronte al rischio di un saldo previdenziale negativo, infatti, l'ente di previdenza ha adottato alcuni provvedimenti che nel tempo «hanno portato al calmieramento del modello retributivo» (su cui si basava il sistema previdenziale fino a poco tempo fa) . Uno dei più efficaci è stata la riduzione delle aliquote di rivalutazione dei redditi ai fini del calcolo della pensione, ma anche l'innalzamento delle aliquote contributive fino al 12% (da applicare entro il 2014), la maggiorazione dell'aliquota integrativa (passata dal 2 al 4%), l'scrizione volontaria alla cassa per i praticanti e infine l'innalzamento graduale dell'età pensionabile da 65 a 67 anni. Insomma è lo stesso Centro studi a parlare di «un welfare innovativo» che anche per il futuro punta a un modello previdenziale basato su un sistema di calcolo integrato. E questo dovrebbe prevedere la sostenibilità di lungo periodo dell'ente di previdenza e al tempo stesso il rispetto delle esigenze reddituali dei professionisti. Ma, avvisa il Censis, «il modello dovrà includere alcuni elementi fondamentali»: la fidelizzazione del professionista (l'aumento dell'anzianità lavorativa dovrebbe essere premiato con meccanismi in grado di mitigare l'impatto del sistema contributivo puro, che non potrebbe garantire il tenore reddituale precedente alla pensione), la segmentazione della categoria (il professionista che ha lavorato in forma libera senza discontinuità dovrebbe essere considerato un prime client), l'attenzione alla variabile generazionale in una logica di equità complessiva (non peso schiacciante sui giovani a favore degli anziani, ma neanche completa rinuncia degli anziani ai diritti acquisiti nel tempo), la definizione di una base contributiva solida, ma aperta a nuove fasi di ampliamento.

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