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Il socio occulto ferma il credito

del 26/05/2010
di: di Roberto Lenzi e Luigi Chiarello
Il socio occulto ferma il credito
Giù le maschere delle fiduciarie, scatole cinesi in soffitta. In vista dell'entrata in vigore il primo giugno prossimo di alcune disposizioni previste dal dlgs 231/2007 sulla trasparenza delle fiduciarie, è partito un invito alle banche ad ottemperare. Gli istituti di credito stanno invitando le aziende che sono controllate da società o da fiduciarie a dichiarare chi è il socio effettivo dell'impresa a prescindere dalla personalità giuridica del controllante. Così da oggi, se la società si rifiuta di comunicare la o le persone fisiche titolari, la banca può arrivare ad interrompere i rapporti in essere con l'impresa stessa e a segnalare l'anomalia alla Uif, l'organo preposto della Banca d'Italia. Sono, infatti, diverse le imprese che hanno acceso rapporti di finanziamento nel passato e che si sono viste in questi giorni recapitare la richiesta di compilazione del modulo, che ricordiamo è una dichiarazione di atto notorio e non un semplice questionario, con il quale viene richiesto di dichiarare chi è il socio effettivo dell'impresa. La nozione di titolare effettivo è stata introdotta dall'articolo 1 comma 2 del dlgs 231/2007 e corrisponde alla persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano l'azienda nonché la persona fisica per conto della quale è realizzata un'operazione o un'attività.

La trasparenza sui rapporti banca-impresa dal primo giugno. In base a quanto previsto dal dlgs 231/2007 e al provvedimento attuativo emanato da Bankitalia il 23 dicembre 2009, l'impresa che apre un rapporto con la banca a partire dal primo giugno 2010 ha l'obbligo di fornire il nominativo del titolare effettivo (il socio di riferimento) seduta stante. E la banca dovrà inserire subito il dato, non appena acquisito, nell'archivio antiriciclaggio.

La trasparenza sui rapporti banca-impresa, preesistenti al primo giugno. Se invece l'azienda ha un rapporto con la banca iniziato prima del primo giugno 2010, dovrà comunicare il prima possibile all'istituto di credito (dietro esplicita richiesta) il nome del socio effettivo. Attenzione, però. A riguardo la norma non dispone un termine perentorio; infatti l'art. 22 del dlgs 231/2007 parla di acquisizione del dato «alla prima occasione utile». Così, se la banca ha acquisito l'informazione sul socio effettivo al primo giugno 2010, dovrà inserire il dato in archivio entro il primo luglio 2010. Qualora, invece, la banca non abbia ancora acquisito il dato del titolare effettivo alla data del primo giugno 2010, non appena lo avrà acquisito, dovrà inserirlo in archivio il prima possibile

Quando è obbligatorio comunicare il titolare effettivo. Gli intermediari finanziari e gli altri soggetti esercenti attività finanziaria, tra cui le banche, sono tenuti ad osservare gli obblighi di adeguata verifica della clientela in relazione ai rapporti e alle operazioni inerenti allo svolgimento dell'attività istituzionale o professionale degli stessi. In particolare, sono sempre tenuti a tali obblighi quando instaurano un rapporto continuativo, come ad esempio il conto corrente, quando eseguono operazioni occasionali disposte dai clienti che comportino la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15 mila euro,anche se effettuate con più operazioni che appaiono collegate o frazionate. Inoltre sono tenuti a tale obbligo quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o quando vi sono dubbi sulla veridicità o sull'adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti ai fini dell'identificazione di un cliente.

Si è titolari se si possiede più del 25% del capitale. In caso di società, il titolare effettivo è la persona fisica o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedano o controllino un'entità giuridica, attraverso il possesso o il controllo diretto o indiretto di una percentuale sufficiente delle partecipazioni al capitale sociale o dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore, purché non si tratti di una società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta a obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria o a standard internazionali equivalenti. Questo criterio si ritiene soddisfatto ove la percentuale corrisponda al 25% più uno di partecipazione al capitale sociale. In mancanza di questo, si può considerare la persona fisica o le persone fisiche che esercitano in altro modo il controllo sulla direzione di un'entità giuridica.

Fondazioni, rileva il patrimonio. In caso di entità giuridiche quali le fondazioni e di istituti giuridici quali i trust, che amministrano e distribuiscono fondi, se i futuri beneficiari sono già stati determinati, il titolare effettivo corrisponde alla persona fisica o le persone fisiche beneficiarie del 25% o più del patrimonio dell'entità giuridica. Sono considerate anche la persona fisica o le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25 per cento o più del patrimonio di un'entità giuridica.

Assenza di titolare effettivo. In caso di Società con capitale frazionato in cui nessun socio detenga una partecipazione superiore al 25% e nessuna persona fisica esercita controllo in altro modo, è possibile per la società dichiarare l'assenza di un titolare effettivo, adempiendo comunque agli obblighi normativi.

L'interruzione del rapporto. Il decreto legislativo prevede già che, qualora la banca non sia in grado di rispettare gli obblighi di adeguata verifica della clientela, compreso il caso di individuazione del titolare effettivo, non può instaurare il rapporto continuativo ne' eseguire operazioni o prestazioni professionali. In caso di rapporto già in essere, la banca deve porre fine al rapporto continuativo o alla prestazione professionale, oltre a valutare se effettuare una segnalazione alla Uif. Se la segnalazione avviene, la Uif effettua approfondimenti sulle segnalazioni di operazioni sospette e le trasmette, arricchite dell'analisi finanziaria, al Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza e alla Direzione investigativa antimafia (Dia). Qualora le segnalazioni siano ritenute infondate la Uif le archivia.

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