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Bonus per le imprese che fanno rete

del 26/05/2010
di: Luigi Chiarello
Bonus per le imprese che fanno rete
Ci saranno vantaggi fiscali, amministrativi, finanziari e, anche, la possibilità di stipulare convenzioni con l'Abi per le attività che decideranno di legarsi a una delle future reti di imprese. E' quanto prevede una disposizione contenuta nella manovra correttiva, esaminata ieri dal consiglio dei ministri. E un'altra norma rispolvera uno strumento già introdotto nel 2004, per favorire il rimpatrio dei cervelli emigrati all'estero. Meccanismo, che lo stesso ministro dell'economia, Giulio Tremonti, ha rivendicato ieri, nel corso dell'incontro con le parti sociali, sottolineando però che «è rimasta assolutamente ignoto», perchè, ha detto, «non basta fare le leggi, ma serve anche lavorare a valle per renderle operative». Tra l'altro, anche le reti d'impresa non sono una primizia. Si tratta, infatti, di uno strumento non ancora realizzato, ma istituito dall'articolo 3 (comma 4-ter e seguenti) del decreto legge n. 5/2009, convertito, con modificazioni, nella legge n. 33/2009. Ora, la manovra correttiva riprende i fili di quel discorso e affida alla penna del direttore dell'Agenzia delle entrate il compito di scrivere condizioni e requisiti, che le imprese candidate a far parte delle reti d'impresa dovranno rispettare. Non solo. Con un altro provvedimento - sempre del direttore delle Entrate - verranno stabilite forme, modalità e termini di presentazione delle richieste per il riconoscimento dell'appartenenza a una delle reti. Secondo Tremonti, vista la parcellizzazione imprenditoriale del paese, questi network serviranno alle aziende per ottenere benefici fiscali e per migliorare la capacità di incidere sui mercati. Esse, ha chiosato il ministro alle parti sociali, manterranno ferma l'autonomia dei singoli, ma potranno favorire liberi contratti tra imprenditori (anche di filiera).Tutto ciò, nelle intenzioni di Tremonti, dovrebbe innescare un abbattimento dei costi, grazie a economie di scala, e soprattutto attivare una compensazione dei crediti e debiti Iva all'interno della stessa rete d'impresa. La misura, che verrà attivata dalla manovra in via sperimentale, punterà anche a dare man forte all'export italiano. Ad essa si affiancherà poi la creazione di zone a zero burocrazia (si veda ItaliaOggi di ieri). Che saranno identificate sull'intero territorio nazionale, a partire dal Meridione. In queste aree sburocratizzate, tutte le pratiche per aprire un laboratorio, un capannone, una struttura di ricerca, dipenderanno da un'unica autorità, il prefetto o commissario di governo.

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