Consulenza o Preventivo Gratuito

Cnpr all'Inps? Solo una provocazione

del 19/05/2010
di: La Redazione
Cnpr all'Inps? Solo una provocazione
Casse di previdenza, il «day after» l'interpellanza in commissione lavoro, presentata dal parlamentare del pdl Giuliano Cazzola, che chiama in causa l'Esecutivo e lo invita a prendere una decisione circa la doppia copertura previdenziale degli iscritti all'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili.

«Quella del vicepresidente Cazzola è un'arguta provocazione, che mira a impegnare il governo in un'iniziativa legislativa che possa finalmente mettere fine alla querelle previdenziale che riguarda gli iscritti al nuovo Ordine professionale, sorto il 1° gennaio 2008», spiega Paolo Saltarelli, presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri.

Domanda. Presidente Saltarelli, quanto sarà utile l'interpellanza parlamentare presentata da Cazzola?

Risposta. Anzitutto chiariamo la finalità, perché altrimenti rischiamo che l'iniziativa possa essere strumentalizzata. La richiesta del vicepresidente della commissione lavoro della camera è molto semplice: il governo trovi un'ipotesi alternativa per uscire dalla situazione di staticità in cui ci troviamo oggi. È chiaro ed evidente che l'Esecutivo non ha alcun motivo valido per far confluire una Cassa di previdenza privatizzata, come quella dei ragionieri, nell'Inps. Da qui, la sua intelligente provocazione perché si trovino delle strade alternative.

D. Già nel 2008 il numero due della commissione lavoro della camera aveva provato a chiamare in causa il legislatore, senza però alcun risultato apprezzabile…

R. Al contrario, proprio in seguito a un'interrogazione parlamentare di Giuliano Cazzola, il ministero del lavoro aveva scritto alla Cassa dei dottori commercialisti, prospettando loro l'impossibilità di procedere all'iscrizione dei nuovi associati a causa del vuoto legislativo esistente. Da quel momento, però, nulla è cambiato, nel frattempo. È passato qualche anno e purtroppo non sono arrivate iniziative legislative per affrontare in maniera esaustiva la questione. Sono necessarie delle risposte, come giustamente ribadisce l'on. Cazzola, altrimenti la situazione diventa ingestibile e paradossale.

D. L'iniziativa legislativa può quindi essere l'unica via da percorrere?

R. Come strumento, non c'è alcun dubbio. Ma come obiettivo, continuiamo a credere in una previdenza unica. Se le due Casse, però, dovessero ancora rimanere separate, è necessario stabilire quali debbano essere i criteri di questa divisione. Il governo, con il decreto legislativo n. 139, aveva confidato nella buona volontà degli Istituti previdenziali, buona volontà che evidentemente è mancata, non certo per colpa nostra. Il senso dell'interpellanza è proprio questo: una volta deciso che questo «matrimonio non s'ha da fare», perché una delle due Casse non vuole, bisogna stabilire come ripartire i nuovi flussi demografici. L'Istituto previdenziale dei ragionieri ha i conti in ordine e li ha messi a disposizione di tutti, di conseguenza non ha nulla da temere da un intervento, anche legislativo se necessario, che nasca e si formi in modo corretto.

D. E quali ritiene possano essere queste soluzioni?

R. Di fronte agli ostinati rifiuti da parte della Cassa dei dottori commercialisti, si può pensare a una possibile integrazione con altri istituti previdenziali, oppure alla permanenza della divisione tra le due Casse, separando però, naturalmente, la platea degli iscritti.

D. L'intenzione della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, qualora non andasse in porto il progetto di aggregazione con l'Istituto dei dottori commercialisti, permane quindi quella di rivolgersi al mondo delle professioni senza copertura?

R. Nel caso dovesse venire meno qualsiasi possibilità di unificazione, la Cnpr potrebbe guardare al mondo dei professionisti che attualmente non dispongono di copertura previdenziale. Su questo, non c'è dubbio. Ma, prima di arrivare a questa scelta, bisogna necessariamente affrontare in maniera chiara ed inequivocabile il tema della previdenza unica della nostra categoria di appartenenza, ovvero risolvere la questione dei nuovi iscritti. Ed è proprio qui che entra in gioco il governo, il quale può stabilire, con un'iniziativa legislativa, la divisione tra le due Casse e, al tempo stesso, prescrivere come gli iscritti andranno ripartiti, in maniera equa, tra i due Istituti pensionistici. Perché su questo bisogna fare chiarezza: la platea degli iscritti dovrà essere suddivisa tra i due Enti.

D. Su questo argomento qual è la proposta della Cassa ragionieri?

R. Tra le proposte che abbiamo avanzato, quella che ritengo più interessante prevede che la ripartizione dei nuovi e futuri associati avvenga in base al luogo presso il quale il neoiscritto abbia svolto la pratica professionale. Se ciò è avvenuto presso lo studio di un ex ragioniere, l'iscrizione avverrà presso la nostra Cassa. In caso contrario, l'iscritto andrà alla Cassa dottori commercialisti. Ci sembra una proposta onesta ed equa, e soprattutto mantiene vitale la nostra categoria in quanto formatori delle future leve professionali.

vota