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Riforma forense, si media

del 19/05/2010
di: di Gabriele Ventura
Riforma forense, si media
Riforma forense al restyling. Per superare lo stallo che si è creato al senato, governo e maggioranza hanno deciso di rivedere il testo unitario approvato dalla commissione Giustizia. In particolare, per quanto riguarda l'accesso. Che nel ddl al vaglio del senato, fortemente caldeggiato dall'avvocatura, appare troppo severo. E per prima cosa saranno eliminate le prove informatiche preselettive. Lo ha anticipato a ItaliaOggi il sottosegretario al ministero della giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, che l'altro ieri, insieme al presidente della II commissione, Filippo Berselli e al relatore alla riforma, Giuseppe Valentino, ha incontrato in commissione Giustizia, per una riunione informale, il consiglio nazionale forense e le sigle rappresentative dell'avvocatura. «Abbiamo incontrato gli avvocati», ha spiegato, «rappresentando loro le difficoltà che stiamo trovando in aula. Ci saranno dei punti del testo che rivedremo insieme alla categoria. In particolare, verrà modificato l'accesso, affinché non sembri una legge chiusa a nuove immissioni. L'intenzione è quella di tornare alle tre prove selettive, togliendo i test informatici. Per quanto riguarda le specializzazioni, invece, rivedremo la riduzione da quattro a un anno del periodo di formazione, che in effetti è eccessivo. Conto che entro l'estate la riforma sarà licenziata dal senato». Nel corso della riunione, poi, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è stata comunicata l'intenzione di eliminare l'incompatibilità, per i praticanti, di svolgere altre professioni, e di prevedere, sempre per i praticanti, l'equo compenso obbligatorio. Un annuncio che ha spaccato in due l'avvocatura. Con il Cnf, l'Oua e l'Anf da una parte che hanno avallato la scelta di governo e maggioranza, purché la riforma vada avanti. E l'Unione delle camere penali dall'altra che invece ha fatto muro, colpita nel segno anche dalle modifiche all'articolo sulle specializzazioni approvate dal senato. Dal Cnf, invece, fanno sapere che le segnalazioni raccolte in senato saranno valutate insieme alle altre componenti dell'avvocatura. Tenendo ben presente che «l'unità dell'avvocatura è un valore come lo è il cercare di portare in porto la riforma». Anche per l'Oua, l'importante è che la riforma vada avanti. «Anche con qualche correzione», ha detto il presidente Maurizio de Tilla, «dato che non si può pensare che il testo sia blindato». Mentre le camere penali non ci stanno. «Si sta preparando al senato un accordo bipartisan tra maggioranza e opposizione che, di fatto, smantellerà il progetto di riforma dell'avvocatura che pure era sostenuto dal governo», afferma l'Ucpi in una nota. «L'accordo in preparazione prevede l'introduzione di un accesso praticamente indiscriminato, con la vanificazione della specializzazione. La conseguenza di ciò è che gli avvocati, se oggi sono 230 mila, a breve diventeranno oltre 300 mila e sempre più dequalificati». Una presa di posizione criticata apertamente dall'Anf. «Dal senato arrivano notizie rassicuranti», ha dichiarato il segretario Ester Perifano, «da alcune associazioni forensi, invece, pessime prese di posizione».
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