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Cessioni d'azienda, tutto da rifare

del 19/05/2010
di: Gabriele Ventura
Cessioni d'azienda, tutto da rifare
Sulle cessioni d'azienda è tutto da rifare. L'emendamento all'articolo 8-ter che, nel testo licenziato dalla commissione affari costituzionali della camera e approdato in aula settimana scorsa, estendeva anche ai commercialisti, oltre che ai notai, la competenza nel deposito dei contratti sottoscritti con firma digitale per l'iscrizione nel registro delle imprese, è stato infatti rimesso in discussione da governo, maggioranza e opposizione. In più, ieri il disegno di legge sulla semplificazione dei rapporti della pubblica amministrazione con cittadini e imprese, di cui il relatore è Andrea Orsini, è stato rinviato dall'assemblea alla commissione affari costituzionali per un ulteriore esame. Sembrano ridotte al lumicino, a questo punto, le speranze dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e degli avvocati di entrare in gioco nelle cessioni d'aziende. Un emendamento presentato dal governo, infatti, sopprime l'intero articolo 8-ter, lasciando quindi ai notai la competenza esclusiva. Mentre un altro emendamento della maggioranza, che porta la firma di Manlio Contento (Pdl), recita che «i contratti di cui al primo comma, in forma pubblica o per scrittura privata, sottoscritta con firme autografe o digitali autenticate, devono essere depositati per l'iscrizione nel registro delle imprese, nel termine di trenta giorni, a cura del notaio rogante o autenticante». E, come se non bastasse, anche l'opposizione ha presentato un emendamento identico, a firma dei deputati Giovanelli, Bressa, Amici, Zaccaria, Fontanelli, Naccarato, Vassallo. Mentre i parlamentari dell'Italia dei valori Borghesi, Favia e Donadi, hanno presentato un emendamento che include anche gli avvocati nel deposito dei contratti sottoscritti con firma digitale ovvero redatti in forma pubblica o per scrittura privata autenticata per l'iscrizione al registro delle imprese. A questo punto, però, la palla passa nuovamente alla commissione affari costituzionali, che comunque dovrà tenere conto degli emendamenti presentati da governo, maggioranza e opposizione. Facendo così naufragare le speranze dei commercialisti e del loro presidente, Claudio Siciliotti, che sul punto era stato chiaro. «Nel caso delle cessioni di azienda», ha dichiarato, «non ci pare che la competenza esclusiva dei notai sia aggiornata alle esigenze del mercato e alla funzionalità degli strumenti informatici». Con il consiglio nazionale forense, dall'altra parte, che rivendicava il ruolo chiave degli avvocati nella redazione dei contratti. «Dovrebbe far parte della loro competenza la possibilità di formalizzarli presso le autorità pubbliche», recita la nota diffusa dal Cnf.

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