Consulenza o Preventivo Gratuito

Lista Falciani in mano alla Gdf

del 19/05/2010
di: di Gabriele Frontoni
Lista Falciani in mano alla Gdf
La Guardia di finanza mette le mani sulla lista Falciani. A un mese esatto dall'invio della rogatoria internazionale dalla procura di Torino a quella di Nizza, gli agenti italiani del Fisco sono riusciti a entrare in possesso dei nominativi dei 7.094 cittadini della Penisola con un conto corrente presso la filiale ginevrina di Hsbc tra il 2005 e il 2006. Un successo, quello delle Fiamme gialle, ottenuto percorrendo un canale amministrativo parallelo a quello giudiziario grazie all'intervento diretto del ministero della Giustizia di Parigi che ha richiesto e ottenuto dal procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier, i nominativi italiani presenti nella lista Falciani. «Abbiamo avuto l'ordine di elaborare l'elenco dei nomi italiani dalla lista, che contiene migliaia di nominativi», ha spiegato il numero uno della procura di Nizza. «A quel punto, abbiamo proceduto a estrarre i nominativi e li abbiamo consegnati alle autorità, a Parigi». Solo allora sono intervenute le Fiamme gialle prendendo in consegna la lista dei correntisti italiani elaborata da Falciani per riportarla a Roma dove verrà analizzata in cerca di eventuali evasori che non si siano avvalsi, nel frattempo, dei benefici garantiti dallo scudo fiscale. E cosa ne è stato, invece, della richiesta di rogatoria indirizzata da Caselli a de Montgolfier? Anche in questo caso è lo stesso procuratore di Nizza a dirimere la matassa. «Nel caso degli oltre 8 mila nomi svizzeri ho consegnato, a lavoro finito, il materiale all'ambasciata elvetica, perché abbiamo stabilito che era il modo più rapido per trasmetterli al magistrato in Svizzera. Quando sarà concluso il lavoro di estrazione dei dati sui nomi degli italiani», ha aggiunto il procuratore di Nizza, «cosa che non è stata ancora fatta, avvertirò il mio collega procuratore di Torino». Ma non è soltanto l'Italia a essersi messa in movimento per recuperare i preziosi dati sottratti ai server di Hsbc da parte del suo ex dipendente, Hervé Falciani. Secondo la procura di Nizza, infatti, al di là della Svizzera anche Germania, Regno Unito e Stati Uniti avrebbero mostrato interesse per la lista di potenziali evasori in possesso delle autorità francesi. Si tratterebbe soltanto della punta dell'iceberg di lungo elenco di paesi, 180 nello specifico, che comparirebbero nei file sottratti a Hsbc e contenenti i nominativi di ben 80 mila persone in possesso di 127 mila conti correnti segreti presso la filiale ginevrina della banca svizzera. Un vero e proprio esercito di evasori che ha messo in crisi l'intero sistema finanziario elvetico. Di qui, la ferma opposizione mostrata dalla Svizzera all'utilizzo di dati sottratti illegalmente da una propria banca per condurre indagini tributarie da parte delle procure di mezzo mondo. Dissenso che si è tramutato ben presto in ferma disapprovazione per il comportamento della Francia, che non solo ha messo le mani sulla lista Falciani, ma ha concesso all'ex dipendente di Hsbc un riparo sicuro in Provenza, dopo un lungo peregrinare in giro per il mondo in cerca di un acquirente per i propri dati. Ed è qui che entra in ballo Georgina Mikhael, ultimo colpo di scena nella complessa vicenda Falciani. Si tratterebbe di una complice di Hervé, di nazionalità libanese, che ha incontrato Falciani a Ginevra, nel 2006, inviata presso la filiale di Hsbc in qualità di esperta informatica. Secondo gli inquirenti svizzeri, Georgina avrebbe poi fatto ritorno in Libano tramando insieme a Hervé i particolari del furto. E per questo, il 9 e 10 marzo scorso, la procura di Berna ha raccolto la testimonianza di Mikhael al termine di un interrogatorio fiume durato più di 12 ore. Ma dal quale, per il momento, la complice libanese sarebbe uscita a testa alta, salendo sul primo aereo per Parigi e di lì facendo rotta di nuovo su Beirut.

vota