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Un redditometro in manutenzione

del 19/05/2010
di: di Cristina Bartelli
Un redditometro in manutenzione
Il redditometro si appresta a diventare familiare e territoriale. L'operazione botox dello strumento principe per gli accertamenti di reddito sintetici è stata presentata ai professionisti e alle rappresentanze delle pmi ieri presso l'Agenzia delle entrate. Sarà modificato il metodo di calcolo che guarderà non più il singolo contribuente ma anche il rapporto tra capacità di spesa e appartenenti al gruppo familiare. Per fare ciò è stato monitorato, da parte dell'Agenzia, un campione di circa 800 mila famiglie suddivise in gruppi omogenei. Per il momento le classi sono uguali a quelle del campione Istat (i single sotto i 35 anni, le coppie con un figlio, le famiglie con anziani). E sarà introdotto un criterio territoriale che non guarda solo le differenze tra Nord e Sud del paese ma anche la localizzazione rispetto alle grandi aree territoriali. In altre parole, peserà anche il fatto di abitare dove la vita è più cara.

Il nuovo strumento per rilevare i redditi seguirà i criteri utilizzati per gli studi di settore, e sarà applicato su una platea di 40 milioni di lavoratori dipendenti. Partirà dai redditi dichiarati, su cui saranno effettuate le verifiche, in base alle spese sostenute. Un ruolo di supporto al contribuente lo giocheranno dunque i Caf e i professionisti che dovranno aiutarlo nel caso a valutare gli scostamenti.

I primi test sull'impatto che potrebbe avere il nuovo strumento hanno dato buoni risultati per il fisco: sono infatti emerse 97 mila posizioni a rischio in cui il costo di un autoveicolo era più del doppio rispetto al reddito dichiarato. Di questi il 15% sono lavoratori dipendenti, il 25% reddito d'impresa, il 48% lavoro autonomo e il restante 12% entra nella voce «altro».

Sulla falsariga di quello che avviene nel campo degli studi di settore, dove i soggetti interessati sono le imprese, i cluster saranno i nuclei familiari e si costruirà una regressione che parte dalla spesa (l'equivalente dei costi delle imprese negli studi di settore) e stima il reddito (ovvero l'equivalente dei ricavi degli studi di settore). Il fisco punta molta sulla capacità deterrente del redditometro di spingere alla compliance i contribuenti.

L'Agenzia opererà su quattro macro aree di categorie omogenee di spese: abitazione (dalle ristrutturazioni ai mutui); autoveicoli (come macchine di lusso o minicar); tempo libero (crociere o iscrizioni a circoli sportivi o a scuole private); altre spese (movimenti di capitali o assicurazioni).

Per gran parte di queste categorie le informazioni sono già in possesso dell'anagrafe tributaria in base alle comunicazioni che inviano le banche, le imprese di assicurazioni, le richieste per il 36%, i consumi di energia. Si tratterà insomma di integrare le anagrafiche dei singoli contribuenti.

Successivamente, come avviene per gli studi, si tratterà di attribuire a questi beni quello scostamento per cui potrà scattare l'accertamento del fisco. A integrazione delle informazioni per il nucleo familiare un ruolo continueranno a giocarlo i questionari che l'agenzia continuerà a inviare ai contribuenti. Questionari in cui le specificazioni delle voci, indici di capacità di spesa, sono sintetiche e spesso riassunte in un «eccetera» (il lavoro di ricostruzione grava sul contribuente).

Nel nuovo redditometro un ruolo non secondario lo giocherà la territorialità: «A differenza del passato», spiega Roberto D'Imperio, rappresentante del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, «si guarda ai redditi del nucleo familiare, con una tecnica di frazionamento che suddivide le famiglie in diversi gruppi omogenei. Viene introdotta anche una valenza del territorio che non è solo del tra Nord, Centro e Sud ma anche suddividendo all'interno dello stesso nucleo territoriale. Una cosa è avere un affitto a Milano, un'altra a Carate Brianza».

Sugli scostamenti sarà possibile fornire la prova contraria per giustificare i propri acquisti. Un'eredità, una vincita al lotto, una donazione, o un reddito esente possono essere appigli per giustificarsi. Per quanto riguarda la nozione di nucleo familiare il concetto di coppia di fatto è un profilo che verrà analizzato dall'Agenzia e che potrebbe trovare spazio come arma di difesa dai contribuenti dopo una eventuale contestazione. E proprio sul diritto di difesa e di contraddittorio del contribuente puntano l'accento i dottori commercialisti: «Siamo a favore del redditometro perché in generale siamo da sempre a favore della lotta all'evasione fiscale. Ma il contribuente deve poter difendersi e dimostrare di avere ragione», ha spiegato D'imperio. Fa eco Claudio Carpentieri, responsabile fiscale Cna: «Per l'imprenditore lo studio di settore deve rimanere lo “strumento principe” per la valutazione del reddito. Gli imprenditori devono mantenere le loro tutele attraverso lo strumento degli studi di settore», dice Carpentieri spiegando che «il reddito d'impresa è più soggetto a essere altalenante in quanto dipende da attività produttive che risentono della crisi, mentre i consumi hanno una maggiore rigidità. Lo strumento principale per valutare il reddito deve rimanere lo studio di settore, se l'imprenditore è a posto con quello, è a posto con il fisco». Per Andrea Trevisani, di Confartigianato, «si condivide l'impostazione come strumento di compliance ma prima di renderlo operativo chiediamo di vedere i risultati concreti della sperimentazione, per poter poi fornire una valutazione nel merito».

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