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Nuovi contratti Cnai-Cisal in vista

del 18/05/2010
di: La Redazione
Nuovi contratti Cnai-Cisal in vista
Maggio si preannuncia carico di novità per la fitta rete di incontri che le delegazioni del Cnai e della Cisal e delle numerose associazioni aderenti hanno in calendario per definire i nuovi contratti collettivi che andranno a regolare l'attività dei dipendenti delle aziende di formazione, dei revisori legali e, più in generale, degli studi professionali ordinistici. Di pari passo si stanno gettando le basi per l'adesione al Cnai e/o alla contrattazione Cnai Cisal di importanti federazioni che operano nel settore delle scuole private, in quello dei centri di elaborazione dei dati, del fitness e dello sport. Sono, infine, in via di perfezionamento i contratti collettivi dei settore alberghiero e turistico con più di 14 dipendenti, ivi compresi quelli delle società cooperative. Al presidente del Cnai, Orazio Di Renzo, chiediamo un giudizio sugli accorpamenti che stanno riguardando altre associazioni che, di fronte alla gravissima crisi del paese e dei mercati, sembrano avere trovato una unità di intenti e di obiettivi che fino a oggi sembrava impossibile, viste le differenze ideologiche e di metodo che nel recente passato ne hanno caratterizzato l'azione. «Io non voglio entrare nel merito delle scelte di altre associazioni consorelle, né della strategia che le ha indotte a ricercare una intesa che andrà verificata alla prova dei fatti», risponde il presidente, «è probabile però che questa scelta sia stata condizionata, piuttosto che da una reale condivisione di programmi e di obiettivi, dal forte scollamento tra base e vertici di cui le cronache hanno dato conto riferendo anche di forti tensioni e di fuoriuscite che mettono a dura prova la reale capacità di dare risposte concrete agli interessi dei piccoli imprenditori».

Domanda. Il Cnai come sta vivendo questo momento di crisi della pmi?

Risposta. In modo del tutto diverso perché la nostra associazione ha da sempre perseguito l'interesse delle piccole imprese e del mondo delle professioni cercando di evidenziarne le peculiarità nei fatti e non attraverso dichiarazioni di principio.

D. A che si riferisce quando parla di fatti?

R. Certamente alla contrattazione collettiva che regola i rapporti di lavoro dei dipendenti delle aziende e degli studi nostri associati. Detta contrattazione, infatti, riconosce come presupposto essenziale la necessità di salvaguardare il posto di lavoro attraverso istituti e meccanismi contrattuali flessibili che si basano soprattutto sulla valorizzazione della contrattazione di secondo livello che ha il pregio di potersi adattare alle variabili dei mercati e ai profitti dell'azienda.

D. In sintesi una contrattazione di primo livello che fissa una paga base più bassa, a fronte di una contrattazione di secondo livello che esalta la professionalità e il merito ed è legata ai profitti dell'impresa?

R. No. Non è così perché i contratti vanno fatti in due e la Cisal ha tenuto a garantire comunque i diritti dei lavoratori a una giusta retribuzione, ma ha condiviso la linea di alzare le tutele su istituti, quali quello del sostegno al reddito e dell'assistenza e della mutualità che, per loro natura, pesano di meno sui costi aziendali. Inoltre, in presenza dell'attuale gravissima crisi occupazionale, ha voluto scommettere insieme a noi sulla contrattazione di secondo livello al punto da renderla obbligatoria attraverso l'erogazione di somme a tale titolo che, in assenza di intese aziendali ad hoc, devono essere comunque corrisposte al dipendente. In sostanza un chiaro invito alle piccole imprese e agli studi professionali a valorizzare la busta paga premiando la professionalità e l'impegno.

D. In questo contesto che ruolo rivestono gli enti bilaterali?

R. Certamente un ruolo importantissimo, destinato a crescere sempre più in futuro. La contrattazione collettiva Cnai Cisal prevede gli enti bilaterali delle organizzazioni autonome, sia nazionali (Enboa), sia regionali (Erboa), sia il Fondo interprofessionale (Formoa) che gli Enti di mutualità (Enmoa), anche nel settore edilizio (Cenoa). Attraverso questi enti transitano la formazione professionale, la formazione in tema di sicurezza, la formazione continua, l'apprendistato professionalizzante, la certificazione dei contratti di lavoro, le conciliazioni e gli arbitrati, l'osservatorio del mercato del lavoro, le pari opportunità. Insomma un coacervo di istituti e di iniziative in favore dei lavoratori e degli stessi datori di lavoro che il Cnai intende proporre iniziando dal convegno che lo vedrà impegnato a Brescia giovedì 27 maggio sul tema della formazione dei formatori della sicurezza del lavoro. Un momento delicato per la vita delle imprese e dei lavoratori sul quale il Cnai e la Cisal intendono apportare un utile contributo di crescita avvalendosi dell'esperienza e della competenza dell'associazione dei formatori sulla sicurezza (Aifos) che aderisce alla nostra Confederazione e che ha promosso l'interessante convegno che si svolgerà nella Fiera Exposicuramente.

D. Sappiamo che a breve regolerete anche i settori dell'edilizia, dell'agricoltura e dell'artigianato. La vostra è una contrattazione di nicchia o a tutto campo?

R. Se per nicchia vogliamo intendere che i nostri contratti si calano nelle realtà delle piccole imprese dei diversi settori o delle diverse professioni per meglio adattarsi alle specifiche esigenze dello spaccato che esse rappresentano, allora i nostri contratti sono contratti di nicchia. Ma, in realtà, essi coprendo tutti i settori della produzione della pmi e delle professioni, regolamentano tutte le tipologie di lavoro con delle specificità che, tengo ad evidenziare, sono da sempre il nostro fiore all'occhiello e di cui un esempio recente è l'attenzione che nel contratto del turismo e degli alberghi è stato posto alla regolamentazione del lavoro dei cittadini extracomunitari, alla loro formazione e alla loro integrazione.

D. Sarebbe interessante esaminare questi istituti contrattuali e la filosofia che ne è alla base.

R. Lo faremo certamente, pubblicando i punti innovativi di questo tipo di contrattazione che è stata messa a punto attraverso la partecipazione e il contributo delle comunità dei cittadini stranieri direttamente interessati».

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