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La banca inciampa sul 36%

del 15/05/2010
di: di Cristina Bartelli
La banca inciampa sul 36%
Le banche fanno lo sgambetto alla detrazione del 36% per le ristrutturazioni edilizie. E sebbene l'Agenzia delle entrate riconosca, dal 2008, come mezzo di pagamento, oltre il bonifico tradizionale, anche quello on-line, gli istituti di credito non consentono la stessa duplice possibilità ai propri clienti. Per il contribuente quindi che vuole usufruire della detrazione, arrivare a consegnare al Centro di assistenza fiscale (Caf) o al proprio consulente la corretta documentazione rischia di diventare una corsa a ostacoli con l'incubo della decadenza dell'agevolazione. Succede infatti che la banca rifiuti al contribuente questa modalità rimanendo legata alla presentazione del bonifico con un modello speciale per riportare tutti i dati richiesti dalla normativa sulle ristrutturazione per il 36%. In particolare sul banco degli imputati è la causale di versamento. Nel bonifico «old style» è previsto uno spazio tale per cui può essere agevolmente riportato: riferimento normativo, codice fiscale o partita Iva del beneficiario, codice fiscale del contribuente, nonché una serie di informazioni aggiuntive come la distinta dei valori con cui viene pagato il bonifico. Nel bonifico online la causale di versamento ha uno spazio davvero ridotto più o meno 32 caratteri senza spazio e tutti questi dati non trovano posto. Un primo punto di chiarezza è arrivato con la risoluzione 353/08. Un contribuente ha chiesto all'agenzia delle entrate se potesse essere comunque essere ammesso a beneficiare della detrazione d'imposta sul 36% avendo provveduto al pagamento delle spese mediante bonifico on-line, Nel caso specifico, ha spiegato il contribuente al fisco, «non è stato possibile indicare né la partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è stato effettuato, né il codice fiscale del beneficiario della detrazione».

L'Agenzia delle entrate in questo caso ha ritenuto che, «ai fini della detrazione d'imposta in discorso, il bonifico online possa essere assimilato al bonifico tradizionale». Con riferimento al problema di natura tecnica segnalato, «concernente il ridotto spazio a disposizione per l'indicazione della causale di versamento che non consente di riportare tutti i dati richiesti dall'art. 1 del decreto 18 febbraio 1998, n. 41, la scrivente esprime l'avviso che tale circostanza non necessariamente precluda la possibilità di fruire della detrazione d'imposta di cui all'art. 1 della legge 449/97». Per porre rimedio a questo l'amministrazione ritiene infatti che «non essendo presenti nel bonifico, oltre agli estremi della norma agevolativa, anche altri elementi essenziali quali il codice fiscale dell'ordinante e il numero di partita Iva del beneficiario del bonifico, si ritiene che tale irregolarità possa essere sanata fornendo i predetti dati alla banca». Conferma la possibilità del bonifico on-line, Filomena Troise della Consulta dei Caf, «per noi il bonifico online è ammesso per questo tipo di detrazioni. Inoltra se manca un elemento come il codice fiscale di chi ha fatto il bonifico possono esserci altri elementi che aiutano a comprovare chi effettivamente ha sostenuto la spesa. Se ad esempio il conto corrente sia lo stesso del disponente che sia anche lo stesso che ha inoltrato la richiesta al centro operativo di Pescara». Forse a questo punto chi lavora agli sportelli delle banche dovrebbe aggiornarsi, per evitare ulteriori complicazioni burocratiche ai clienti o di dare consigli del tenore di farsi restituire i soldi dai fornitori per procedere a un nuovo bonifico con modello allegato.

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