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Fondi al Nord come al Meridione

del 15/05/2010
di: di Enrico Passannanti e Pasquale Scordino
Fondi al Nord come al Meridione
Contributi in conto capitale a parte, il finanziamento di progetti nella aree disagiate attraverso i mutui agevolati finora era una prerogativa esclusiva delle imprese del Mezzogiorno. Con la pubblicazione del decreto del 25 gennaio 2010 in Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2010, il ministero dello sviluppo economico cambia la musica. Anche le aziende del Centronord potranno usufruire infatti di coperture agevolate per i finanziamenti destinati ai progetti di rilancio delle aree produttive in crisi. A gestire la concessione dei contributi sarà l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo Sviluppo d'impresa spa, Invitalia. Potranno essere contributi a fondo perduto o finanziamenti a tasso, indipendente dall'area geografica di appartenenza. Soltanto nel primo caso le imprese non hanno più l'obbligo di presentare garanzie fideiussore per ottenere l'erogazione. Garanzie reali e personali saranno ancora necessarie però nel caso in cui le imprese avessero già richiesto prefinanziamenti. Resta comunque il trattamento differenziato per il Sud. Nel caso dei contributi a fondo perduto, infatti per le aziende del Centronord è ammesso fino a un massimo del 25%, mentre nel Mezzogiorno fino al 40%. In aggiunta è stata prevista l'eventuale apertura di una linea di credito decennale con un tasso pari al 36% di quello di applicato a operazioni superiori a 18 mesi e in vigore alla stipula del contratto. Le agevolazioni in ogni caso possono essere anticipate fino all'80% dell'importo attraverso prefinanziamenti di durata non superiore ai sei mesi. Ulteriore vantaggio per le imprese del Sud è quello di poter richiedere, in alternativa all'anticipazione, prestiti agevolati per i fabbisogni residui con duration non oltre i quattro anni, sempre al tasso ridotto del 36%. I destinatari delle misure dettate dal nuovo sistema agevolativo non sono soltanto le piccole, medie imprese ma anche le grandi società che risultino finanziariamente solide. I settori interessati sono l'estrazione mineraria, dell' attività manifatturiera e la fornitura di servizi di produzione e distribuzione di energia elettrica e di calore.

Sebbene sia stata definita una tipologia specifica di settore economico e di azienda beneficiaria delle agevolazioni, si prevede una decisione oggettiva su i singoli progetti. Le spese ritenute ammissibili comprendono quelle sostenute per progetti e studi di fattibilità, come anche gli oneri per le concessioni edilizie o i collaudi previsti dalla normativa. Rientrano nel novero anche le spese per prestazioni di terzi dovute all'ottenimento delle certificazioni ambientali e di qualità. Sono altresì ammesse le spese per acquisto di suolo aziendale fino a un limite del 10% dell'investimento complessivo, o anche i costi per le indagini geognostiche o per opere di assestamento. I progetti ammessi al regime agevolativi possono infine la creazione di nuove unità produttive o l'ampliamenti/ammodernamento delle unità preesistenti, come anche i processi di delocalizzazione, ristrutturazione o riattivazione di impianti esistenti che sviluppino però occupazione aggiuntiva. Il vincolo per l'accesso alle agevolazioni è che Invitalia partecipi al capitale aziendale attraverso una quota non superiore al 30% per una durata pari alla realizzazione del programma e comunque non superiore a cinque anni. L'operazione è da effettuarsi in sede di costituzione della società o in sede di aumento del capitale sociale. Resta ai soci dell'impresa beneficiaria l'obbligo di finanziare l'investimento agevolato mediante un contributo finanziario, con mezzi propri, pari ad almeno il 25% del costo di budget.

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