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Il calcio al setaccio del fisco

del 14/05/2010
di: di Valerio Stroppa
Il calcio al setaccio del fisco
Società professionistiche di calcio al setaccio del fisco. Ma per conoscere i dati relativi alle posizioni nei confronti dell'erario delle squadre di serie A, B e Lega Pro bisognerà attendere qualche altra settimana. Scade il 31 maggio 2010, infatti, il termine entro il quale l'Agenzia delle entrate dovrà fornire alla Figc le risultanze dei controlli effettuati sul pagamento dei tributi esposti nelle dichiarazioni dei club per il periodo d'imposta terminato entro il 31 dicembre 2008. È quanto ha reso noto il sottosegretario all'economia, Daniele Molgora, rispondendo in commissione finanze alla camera a un'interrogazione presentata dai deputati Maurizio Fugatti e Gianluca Forcolin, che chiedevano di conoscere la regolarità dei versamenti fiscali delle società di calcio. Le uniche informazioni disponibili sono quelle relative alle tre società di serie A quotate in borsa, Roma, Lazio e Juventus, sulla base dei dati comunicati dalla Consob e desumibili dalle relazioni finanziarie semestrali al 31 dicembre 2009. A fine 2009 la Roma presentava debiti tributari per 15,2 milioni di euro, la Lazio di circa 80 milioni (di cui 70,6 derivanti dalla transazione sui debiti maturati dalle precedenti gestioni) e la Juventus di 9,2 milioni.

Pubblicità gru. Per far scattare l'assoggettamento all'imposta comunale sulla pubblicità del marchio apposto o incorporato in un prodotto, bisogna indagare se il marchio ha la valenza di un vero e proprio messaggio pubblicitario o se, invece, serve esclusivamente ad individuare il bene. Per esempio, analizzando la dimensione e l'ubicazione del marchio. È quanto ha affermato il sottosegretario all'economia, Daniele Molgora, rispondendo alla camera a un question time riguardante l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità ai marchi appositi sulle gru mobili e sulle gru a torre in uso nei cantieri edili. Molgora ricorda che, come chiarito dalla risoluzione n. 18/E del 1999, il marchio incorporato al prodotto al solo fine di individuarlo è escluso dal campo di applicazione del tributo. Tuttavia, allineandosi alla giurisprudenza (Cass. n. 9580/94 e n. 12070/04), il sottosegretario sottolinea che laddove l'esposizione del marchio ha «una propria autonomia e individualità» rispetto al prodotto sul quale è apposto, può applicarsi l'imposta. Si veda, in tale senso, anche la risoluzione delle Entrate n. 42/E del 1999.

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