Equa riparazione, spese giù se la causa è collettiva
Equa riparazione, spese giù se la causa è collettiva
del 14/05/2010
di: La Redazione
Nelle cause collettive per ottenere l'equa riparazione spese processuali tagliate. Infatti, i cittadini parti in un processo troppo lungo nel quale hanno presentato la medesima istanza possono fare un'unica causa alla Presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere l'indennizzo avvalendosi dello stesso difensore ma, essendo questo un «abuso del processo», hanno diritto alle spese legali come se il procedimento fosse stato, fin dall'inizio. È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con sentenza 10634 depositata il 5/5/2010, ha respinto il secondo motivo del ricorso presentato da alcuni dipendenti pubblici che avevano fatto causa all'amministrazione, davanti al Tar del Lazio, per ottenere l'adeguamento triennale dell'indennità giudiziaria. Poi, poco tempo dopo e avvalendosi dello stesso difensore, avevano presentato alla Corte d'appello di Roma istanza di equa riparazione perché il giudizio del Tribunale amministrativo si era protratto troppo a lungo e oltre i termini fissati dai giudici d'Oltralpe. La questione è poi finita alla prima sezione civile di Piazza Cavour che, applicando per la prima volta il principio «dell'abuso di processo» ha affermato che la pluralità di ricorsi distinti, con identico patrocinio legale, con domande connesse per oggetto e titolo, relativi alla richiesta di indennizzo del pregiudizio derivante dalla violazione del termine ragionevole della durata del processo, pur potendosi configurare come un abuso processuale, non possono essere dichiarati inammissibili. E poiché non è illegittimo lo strumento processuale ma le modalità del suo utilizzo, l'onere delle spese giudiziali va valutato come se il procedimento fosse stato unico sin dall'origine.