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Professioni, l'uguaglianza negata

del 13/05/2010
di: La Redazione
Professioni, l'uguaglianza negata
Tra il 2000 e il 2007 il reddito medio delle ingegneri libere professioniste è stato mediamente inferiore del 30-40% rispetto ai colleghi uomini, fino a toccare il record del 50% in meno nel 2007. Il dato sulla disparità di trattamento salariale è emerso da una recente indagine di Inarcassa, che ha messo in evidenza come la differenza salariale non sia solo un fattore di genere, ma si estende anche ai giovani. Un neolaureato in ingegneria non ancora trentenne, infatti, percepisce non più di 7.263 euro all'anno contro un reddito medio di un cinquantenne che si aggira intorno ai 32 mila euro. Non solo, le differenze sono ancora più marcate a livello geografico, dove emerge una profonda frattura tra Nord e Sud: i redditi più alti si registrano in Valle d'Aosta, mentre i più bassi sono in Calabria. Il problema della disparità non riguarda solo le professioni tecniche, ma investe tutto l'arco professionale italiano. Tra commercialisti, per esempio, i problemi maggiori sono legati all'accesso. Secondo un rapporto del 2008 sui dottori commercialisti ed esperti contabili le iscrizioni agli albi professionali sono molto basse al Nord, mentre sono più elevate nell'Italia Meridionale. «Ma tali disuguaglianze sono comuni pressoché a tutte le libere professioni», afferma Giovanna Vicarelli, docente della facoltà di economia presso l'università politecnica delle Marche.

Parte da qui il primo working in progress, promosso da Fondoprofessioni, su «Professioni e pari opportunità. Disuguaglianze di genere, generazione e distribuzione geografica» che si è tenuto a Roma l'11 maggio scorso. Al tavolo tecnico presieduto dal numero uno di Fondoprofessioni, Massimo Magi, e dal vicepresidente Piero Marconi hanno partecipato, oltre a Vicarelli, Maria Malatesta, docente di storia delle professioni all'università di Bologna e Willem Tousijn, sociologo del lavoro dell'università di Torino.

L'obiettivo del primo incontro tra accademia e professioni è stato quello di «arrivare a creare un contesto di riferimento da cui sviluppare ulteriori riflessioni sul rapporto pari opportunità e libere professioni», spiega Magi. «Il professionalismo in Italia attraversa una profonda crisi di identità e attraverso questo tavolo tecnico abbiamo avviato un percorso che mira a ridefinire i contenuti, anche culturali, del settore delle libere professioni in Italia».

La strada appare lunga e in salita, perché il tema delle disuguaglianze nel mondo delle professioni è un fenomeno reale che coinvolge le donne, i giovani e le disparità tra Nord e Sud. Fattori che spesso si incrociano tra loro e che esplodono nella condizione delle giovani professioniste del sud. «Paradossalmente, ci troviamo di fronte a una élite discriminata, donne che si considerano vincenti e negano una problematica legata alle pari opportunità», afferma Vicarelli. «La differenza di genere negata come oggetto di una politica di pari opportunità, in nome di una presunta uguaglianza, è in realtà reintrodotta nella riproduzione di stereotipi di genere naturalizzati che legittimano e rinforzano le posizioni di subalternità delle donne».

Le contraddizioni emergono infatti in una lettura tradizionale della maternità e nella nascita dei figli che rappresenta una crisi di passaggio nella professione. Secondo Vicarelli «occorre contribuire alla rielaborazione sociale e culturale dei concetti di maternità, perché le pari opportunità passano attraverso la costruzione di un'uguaglianza sociale e simbolica di maternità e paternità». È l'obiettivo che si è posto il tavolo tecnico di Fondoprofessioni. «Abbiamo individuato le aree critiche e ora intendiamo promuovere un'iniziativa che, partendo dai disagi e dalle criticità segnalate, si sviluppi trasversalmente per raccogliere tutte le opportunità che coinvolgono le donne, i giovani e le differenze tra Nord e Sud», commenta Magi. Il prossimo step, previsto per il prossimo giugno, sarà focalizzato su un forum che allargherà la tematica alle parti sociali, prologo di una conferenza nazionale sul libere professioni e pari opportunità che si terrà in autunno.

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