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Cibo lattanti Maxi-multe ai truffatori

del 13/05/2010
di: di Valerio Stroppa e Cristina Bartelli
Cibo lattanti Maxi-multe ai truffatori
Sanzioni pecuniarie da 25 mila a 150 mila euro per chi fabbrica o commercializza alimenti per lattanti contenenti sostanze che mettono a rischio la salute dei bambini, oltre agli eventuali risvolti penali. Chi produrrà o venderà alimenti con fonti proteiche diverse da quelle indicate dalla disciplina comunitaria o comunque la cui idoneità non sia comprovata da adeguati pareri scientifici andrà invece incontro a multe variabili tra i 20 mila e i 100 mila euro. Sanzioni da 12 mila a 72 mila euro, inoltre, per i soggetti che violano gli obblighi di etichettatura degli alimenti dei lattanti. È quanto prevede uno schema di dlgs che sarà oggi all'attenzione del consiglio dei ministri. Il provvedimento è stato predisposto in attuazione dell'articolo 3 della Comunitaria 2008 (legge n. 88/2009), che ha delegato il governo a prevedere una disciplina sanzionatoria ad hoc per le violazioni del dettato Ue in materia di produzione, composizione, etichettatura e pubblicità degli alimenti per lattanti, destinati sia al mercato continentale sia all'esportazione verso paesi terzi. Va ricordato che la direttiva 2006/141/CE, relativa proprio agli alimenti per lattanti e di proseguimento, è stata recepita nell'ordinamento nazionale dal decreto del ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali n. 82/2009. Attraverso il dlgs che sarà vagliato oggi da palazzo Chigi, vengono previste multe fino a 100 mila euro anche nei confronti di chiunque fabbrichi o commercializzi alimenti per lattanti utilizzando sostanze diverse da quelle elencate dal dm Welfare n. 82/2009, additivi diversi da quelli indicati dal dm Sanità n. 209/1996 oppure prodotti fitosanitari in quantità superiore a quella prevista dalla vigente normativa. Multe salate, poi, per la violazione degli obblighi in materia di pubblicità di alimenti per lattanti o di proseguimento (fino a 90 mila euro). A partire dal 2011, gli importi delle sanzioni saranno aggiornati ogni due anni, sulla base dell'inflazione rilevata dall'Istat, con apposito dm, da emanarsi entro il 1° dicembre di ogni biennio. Le entrate derivanti dall'applicazione delle sanzioni confluiranno in un Fondo speciale, istituito dall'articolo 9 del dlgs, che sarà destinato a finanziare iniziative di ricerca e di informazione a favore della promozione dell'allattamento al seno.

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