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Si rischia di perdere un mld

del 13/05/2010
di: di Luigi Chiarello
Si rischia di perdere un mld
L'Italia rischia di sprecare 1,1 miliardi di euro a disposizione degli agricoltori. Soldi che potrebbero tornare nelle casse dell'Unione europea, per poi essere dirottati verso altri paesi, proprio mentre la crisi stritola le aziende agricole e il primario italiano accusa un tracrollo dei redditi. Gap che Eurostat ha misurato in un -20,6% nel solo 2009 (contro una media europea dell'11%) e in -36% negli ultimi dieci anni. L'addio a una bella fetta delle risorse dei programmi di sviluppo rurale, ci sarà se le regioni non riusciranno a spendere, al più presto, i budget a disposizione. La spesa dovrà fatta in fretta e furia, entro il 31 dicembre 2010, altrimenti scatterà la mannaia della revoca. A lanciare l'allarme è il ministro alle politiche agricole, Giancarlo Galan, sulla scorta dei dati impietosi contenuti nel bollettino trimestrale della rete rurale. «Il vero rischio è il disimpegno automatico delle risorse messe a disposizione dall'Ue», spiega Galan. «Le situazioni più critiche riguardano la Puglia, che deve ancora spendere 131 mln di euro di soli fondi comunitari, la Campania, con un gap di 100 mln di euro, la Sicilia e la Calabria, a cui mancano, rispettivamente, 95 e 84 mln di euro per raggiungere i propri obiettivi». La spesa complessiva sostenuta dalle regioni italiane attraverso i Psr al 31 marzo 2010 ammonta invece a 2 mld e 362 mln di euro. Rispetto al 31 dicembre 2009, data dell'ultima rilevazione, sono stati erogati 171,7 mln di euro di contributi pubblici, corrispondenti a 77,6 mln di euro di quota comunitaria. Le performance migliori, nei primi tre mesi del 2010, sono di Veneto (+35 mln di spesa totale), Lombardia (+22 mln), Toscana (+19 mln) ed Emilia Romagna (+18 mln). Restano invece forti difficoltà al Sud, dove solo la Campania ha fatto un leggero balzo in avanti, con una spesa nel trimestre di poco superiore a 10 mln di euro. Per le altre regioni la situazione è invece a forte a rischio, anche a causa della lentezza con cui le procedure di attuazione vengono messe in atto. Nelle sue audizioni, ieri, alle commissioni agricoltura di camera e senato, Galan ha anche spiegato la sua ricetta per evitare di perdere i soldi. Due le direzioni di marcia. Primo, sensibilizzare i nuovi esecutivi regionali a organizzarsi al meglio per gestire le risorse Ue, visto che il disimpegno per il 2010 è evitabile solo se le regioni meno efficienti avranno nette inversioni di tendenza. Secondo, verificare la condizioni per trasformare i 21 Psr in un Programma unico nazionale (articolato in 21 sottoprogrammi), che per il ministro «è l'unica soluzione per lasciare inalterato l'attuale assetto di competenze e consentire compensazioni finanziarie tra regioni per evitare disimpegni futuri». In soldoni, una centralizzazione della spesa per evitare revoche, mantenere la gestione dei soldi e decidere l'eventuale riallocazione delle risorse assegnate da Bruxelles. Galan, infine, traccia ai parlamentari un elenco di 5 emergenze inderogabili: la questione quote latte, le problematiche del bieticolo-saccarifero, le agevolazioni sul gasolio; la delicata situazione finanziaria dell'Unire, i provvedimenti in materia di etichettatura, qualità e pro-dotti tipici e, dulcis in fundo, gli ogm...
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