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Ok alla mini riforma previdenziale

del 12/05/2010
di: di Ignazio Marino
Ok alla mini riforma previdenziale
All'orizzonte pensioni più laute per i professionisti. Con un solo voto contrario su 500 parlamentari, la camera dei deputati ha approvato ieri la riforma Lo Presti, che permetterà (dopo l'ok del senato) alle casse di previdenza di aumentare il contributo integrativo (quello a carico del committente) fino al 5% e di poterlo destinare al miglioramento degli importi delle prestazioni pensionistiche degli iscritti agli ordini. Grande soddisfazione da più parti per il risultato della votazione.

I contenuti del provvedimento

L'Atto camera 1524, primo firmatario Antonino Lo Presti (Pdl), interviene sulla manovrabilità del contributo integrativo. Nel senso che a oggi le casse di previdenza più giovani nate con il dlgs 103/96 su questa entrata (il professionista lo riscuote o lo riversa per intero presso il suo ente) hanno avuto le mani legate. Sia per quanto riguarda l'aliquota, bloccata al 2%, che sull'utilizzabilità della risorsa. Il provvedimento in questione introduce nell'ordinamento due novità importanti. Intanto mette sullo stesso piano tutti gli istituti, giovani e meno giovani, dando loro la possibilità di far salire l'aliquota fino al 5%.

Ma non solo. Con il restyling normativo, e questa è la novità che promette di aumentare gli assegni, si inserisce nell'ordinamento un principio importante che avrà degli effetti concreti su tutti gli assegni erogati. «Al fine di migliorare i trattamenti pensionistici degli iscritti alle casse di cui al presente decreto legislativo e a quelle di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, che adottano il sistema di calcolo contributivo è riconosciuta la facoltà di destinare parte del contributo integrativo all'incremento dei montanti individuali, previa delibera degli organismi competenti e secondo le procedure stabilite dalla legislazione vigente e dai rispettivi statuti e regolamenti. Le predette delibere concernenti la modifica della misura del contributo integrativo e i criteri di destinazione dello stesso sono valutate dai ministeri vigilanti sulla base della sostenibilità della gestione complessiva e delle implicazioni in termini di adeguatezza delle prestazioni». Ciò vuol dire che l'utilizzo del contributo integrativo avrà più finalità: per migliore la sostenibilità ma soprattutto l'adeguatezza delle pensioni.

Le reazioni

Grande soddisfazione per lo sprint legislativo arriva da più fronti. La riforma Lo Pesti, infatti, ha già avuto l'approvazione all'unanimità da parte di tutte le commissioni parlamentari. E anche l'Aula, ieri, ha confermato la volontà di procedere velocemente. Tanto che il relatore alla Pdl 1524 Giuliano Cazzola (Pdl) spera che questo sia solo «il primo dei provvedimenti approvati con questa convergenza in materia di lavoro». Esaltato per la celerità di cui ha goduto questa riforma fino ad oggi è il suo primo firmatario: Antonino Lo Presti (Pdl). «È una riforma», dice, «che inorgoglisce il parlamento perchè fatta nell'interesse di una parte di cittadini che produce il 12,5% di prodotto interno lordo». Plaude a Lo Presti, Cazzola e tutto il parlamento Antonio Pastore, vicepresidente vicario Adepp (l'associazione delle casse di previdenza guidata da Maurizio de Tilla) che parla «di un nuovo modo di fare previdenza che in futuro darà una mano soprattutto alle nuove generazioni». Brindano al via libera, non a caso, anche i giovani dottori commercialisti guidati da Luigi Carunchio, protagonisti di una riforma che nel 2004 ha ridotto al minimo le pensioni e che con questo provvedimento potranno guardare al futuro in maniera più serena.

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