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il fisco degli altri

del 12/05/2010
di: Gabriele Frontoni
il fisco degli altri
«La Repubblica di San Marino resterà a ogni effetto nella black list italiana fino a quando non saranno formalmente e sostanzialmente in vigore tutte le norme necessarie per integrare gli standards internazionali legali, fiscali e di antiriciclaggio». È il commento lapidario del ministero dell'economia alle richieste formulate dal neo segretario alle finanze del Titano, Pasquale Valentini, che lunedì si era detto pronto a venire incontro all'Italia sul tema dello scambio automatico di informazioni fiscali. Ma soltanto a patto di restare al di fuori della lista nera prevista dal decreto incentivi, che entrerà il vigore il primo di luglio. Non solo. Secondo Valentini, San Marino sarebbe pronto ad accettare le richieste di parte italiana sulla trasparenza e l'abolizione del segreto bancario, soltanto con tempi e modalità tali da non sconvolgere il sistema economico della Rupe. Come contropartita, il governo del Titano avrebbe richiesto a Roma la cancellazione del nome di San Marino dalla lista nera del decreto incentivi, a dimostrazione della buona volontà mostrata dal governo nel processo di apertura del sistema fiscale alla trasparenza. Condizioni, queste, necessarie ma non ancora sufficienti per il ministro Tremonti per decretare la fine del segreto bancario nella Repubblica di San Marino.

La Svizzera apre uno spiraglio di collaborazione agli agenti del Fisco tedesco. Il Tribunale penale federale (Tpf) ha autorizzato la Germania a inviare in Svizzera un team di funzionari per consultare i documenti relativi ad alcuni presunti evasori del fisco. Le informazioni raccolte, tuttavia, potranno essere utilizzate solamente dopo l'assicurazione scritta da parte della Germania sull'uso dei dati raccolti soltanto per le indagini o come prova soltanto se la Svizzera concederà a titolo definitivo l'assistenza giudiziaria. I fatti risalgono al 2009 quando la Procura di Amburgo ha avviato una serie di indagini su alcuni cittadini tedeschi sospettati di evasione fiscale in Svizzera, richiedendo assistenza giudiziaria alle autorità del San Gallo. I documenti sequestrati dagli agenti svizzeri nel conto delle perquisizioni, verranno messi, adesso, a disposizione dei colleghi del Fisco tedesco.

Boom di entrate fiscali per il governo cinese. Nel mese di aprile, le tasse versate da cittadini e imprese sono aumentate del 34,4% rispetto a un anno prima arrivando a toccare i 792.600 miliardi di yuan pari cioè a poco più di 116 miliardi di dollari. Il balzo in avanti delle entrate fiscali cinesi, secondo il ministero delle Finanze di Pechino, sarebbe dovuto a una combinazione di fattori: l'aumento della capacità di raccolta delle imposte, l'incremento dei prezzi interni e la revisione al rialzo delle imposte sui consumi applicate in Cina nel 2010 rispetto ai valori del 2009.

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