Veniamo al dettaglio. Differentemente da quanto verificatosi per le attività finanziarie, lo IASB ritiene che le attuali regole sulla classificazione e valutazione delle passività finanziarie, contenute nel vigente IAS 39, funzionino adeguatamente e quindi vadano in gran par-te riproposte, quale sorta di upgrade, nell'ambito dell'IFRS 9. Lo standard setter londinese propone, infatti, una sola ma significativa modifica: una differente modalità di rappresentazione del dinamica del fair value, qualora questa sia imputabile anche a variazioni del proprio rischio di credito. La modifica in parola riguarda tutte le passività finanziarie che sono valutate, su opzione del redattore (sono esclusi, quindi, sia derivati che quanto detenuto per negoziazione), con il criterio del fair value a conto economico. In questa ipotesi l'incremento od il decremento del fair value dovrà essere, in prima battuta, integralmente imputato a conto economico; quindi, ecco la novità, la parte di questo imputabile alla variazione del proprio rischio di credito dovrà essere stornata, in modo esplicito, dal conto economico a favore di quello complessivo. Attraverso questi due passaggi, l'impatto economico del fair value sarà quindi ripartito fra il reddito dell'esercizio e, per la parte relativa al proprio merito creditizio, il totale del conto economico complessivo. Una soluzione salomonica che non compromette l'informazione sulla dinamica del valor equo ma che, nel contempo, limita il suo impatto sull'utile (oppure la perdita) di periodo.
