Consulenza o Preventivo Gratuito

Deregulation ambientale

del 12/05/2010
di: Luigi Chiarello
Deregulation ambientale
Arriva l'autorizzazione integrata ambientale (Aia) per raffinerie, centrali elettriche, cartiere, vetrerie, grossi impianti industriali e agroindustriali (inclusi macelli e centrali di trasformazione del latte). È quanto prevede lo schema di dlgs recante la riforma del codice ambientale (dlgs n. 152/2006), domani al vaglio del consiglio dei ministri, dopo aver superato l'esame della conferenza unificata e delle competenti commissioni parlamentari. Il testo definisce le modalità per la presentazione dell'istanza e per la concessione dell'Aia. Per ottenerla, tra le altre cose, gli interessati dovranno fornire una sfilza di informazioni sugli impianti da costruire. Lo schema di dlgs istituisce anche una commissione per le istruttorie e il rilascio delle autorizzazioni Ippc. E, soprattutto, fa a meno di diversi principi ispiratori. La verifica presso la conferenza unificata, ha prodotto, infatti, un provvedimento attutito rispetto alla bozza iniziale. Dal dlgs è sparito ogni riferimento al principio «chi inquina paga», ribadito più volte in sede Ue e applicato dai giudici comunitari. Si tratta di quel principio che recita: «tutti i soggetti, pubblici e privati, che svolgono attività potenzialmente idonee a ledere l'ambiente hanno l'obbligo di farsi carico dei costi derivanti dall'attività di prevenzione dei rischi ambientali connessi all'attività svolta, nonché di riparare ai danni eventualmente provocati». Sparito anche il principio della correzione alla fonte dei danni all'ambiente. Che subordina l'ok alle opere alla verifica dei limiti per le sostanze inquinanti e dell'esposizione degli esseri umani con sostanze nocive. Eliminato anche il principio di precauzione, che prescrive, se necessario, la rinuncia all'attività, quando essa comporti rischi di danno irreversibile per l'ambiente.

vota