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Una pagella per diventare italiani

del 12/05/2010
di: di Luigi Chiarello
Una pagella per diventare italiani
Il governo accelera sulla cittadinanza a punti. Il cittadino straniero, che arriverà in Italia dovrà seguire un percorso di integrazione sancito da un vero e proprio accordo siglato con lo stato, con tanto di pagellina contenente crediti e debiti legati al senso civico e al rispetto delle leggi. Il «contratto» verrà siglato in questura al momento della richiesta del permesso di soggiorno; firma che sarà vincolante per il rilascio dello stesso. Il patto durerà due anni (prorogabili), nel corso dei quali lo straniero dovrà impegnarsi per mettere assieme un gruzzolo di trenta punti. Al termine del periodo di prova verrà rilasciato un attestato, che sarà decisivo ai fini della concessione della cittadinanza. La bozza di regolamento è stata esaminata ieri dal preconsiglio dei ministri e andrà al vaglio dell'esecutivo nelle prossime settimane. Il provvedimento - che vale solo per gli stranieri tra 16 e 65 anni, giunti in Italia dopo la sua entrata in vigore - realizza un'idea annunciata nelle scorse settimane dal ministro del welfare, Maurizio Sacconi. I crediti saranno assegnati agli stranieri in base ai titoli acquisiti e alla documentazione da loro presentata nel periodo di durata dell'accordo di integrazione. E in assenza di attestati idonei a certificare la conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia, sarà un test a decidere i punteggi. Esame, che sarà effettuato dallo sportello unico per l'immigrazione presso la prefettura competente. Le penalizzazioni, invece, scatteranno se l'immigrato commette reati o è soggetto a misure di sicurezza personale. Lo score dei crediti calerà più o meno vertiginosamente, in base agli accertamenti di ufficio attivati presso il casellario giudiziale e il casellario dei carichi pendenti. Mentre, in relazione agli illeciti amministrativi e tributari, alle sanzioni si accompagneranno penalità sui crediti, inflitte in proporzione alla documentazione acquisita.

La stipula dell'accordo di integrazione. Avverrà, come detto, contestualmente alla presentazione dell'istanza di permesso di soggiorno. Il modello per la definizione di quello che si configura come un vero e proprio contratto tra stato e immigrato è già pronto, in allegato alla bozza di regolamento. E in allegato ci sono anche le griglie per l'assegnazione dei punteggi. Lo straniero da parte sua dovrà impegnarsi ad acquisire una sufficiente conoscenza: della lingua italiana parlata pari al livello A2; dei principi fondamentali della Costituzione e del funzionamento delle istituzioni italiane e «della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali». Infine, dovrà «garantire l'adempimento dell'obbligo di istruzione da parte dei figli minori». Per altro, per essi, l'accordo di integrazione al momento della stipula sarà sottoscritto anche dai genitori o da chi esercita potestà genitoriale e soggiorna regolarmente in Italia.

Lo stop agli ammalati e ai disabili. Nel testo compare una norma, che potrebbe entrare in conflitto con i principi costituzionali e con la convenzione sui diritti dell'uomo. Essa recita: «Non si fa luogo alla stipula dell'accordo e, se stipulato, questo si intende risolto, qualora lo straniero sia affetto da patologie o da disabilità tali da limitare gravemente l'autosufficienza o da determinare gravi difficoltà di apprendimento linguistico e culturale, attestati mediante la documentazione di cui all'articolo 3, comma 4, del decreto del presidente della repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 o, altrimenti, mediante una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale».

I punteggi per fasce. Lo schema di regolamento dispone tre fasce di risultato. La prima prevede l'estinzione dell'accordo per adempimento e il rilascio (da parte del prefetto) del relativo attestato, per gli immigrati che hanno raggiunto o superato i 30 crediti finali, hanno conseguito il livello A2 di conoscenza della lingua italiana e dimostrato un livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia. La seconda fascia è per coloro che hanno totalizzato crediti finali superiori a zero e inferiore a 30. Per costoro lo schema di dpr prevede la proroga di un anno dell'accordo di integrazione, alle medesime condizioni del biennio trascorso. Infine, la terza e ultima fascia riguarda gli immigrati con crediti finali pari o inferiori a zero.

Per questi è decretata dal prefetto la risoluzione dell'accordo, che «determina la revoca del permesso di soggiorno o il rifiuto del suo rinnovo e l'espulsione dello straniero dal territorio nazionale, previa comunicazione, con modalità informatiche, dello sportello unico alla questura».

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