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Commercialisti, decida la politica

del 07/05/2010
di: Ignazio Marino
Commercialisti, decida la politica
A questo punto non resta che un intervento politico per uniformare il percorso previdenziale dei commercialisti. Paolo Saltarelli, presidente della Cassa dei ragionieri, appreso del documento dell'Ente dei dottori che chiude ogni negoziato «senza aggiungere niente di nuovo», incassa il «no tecnico alla fusione» ma non si rassegna. Anzi annuncia una nuova stagione.

Domanda. Presidente, su quali basi?

Risposta. Anche noi abbiamo inviato un documento ai ministeri competenti, facendo capire che lo spazio per intavolare una trattativa c'è. Evidentemente però alla Cassa dottori sono convinti di avere l'egemonia del settore previdenziale: dovrebbero rendersi conto, invece, che c'è anche un altro Ente di riferimento, come asserito dal ministero del lavoro nel 2009.

D. La legge 34/05 rimette alle Casse di previdenza l'iniziativa dell'azione. Senza l'appoggio della Cassa dottori a rigor di legge non sembrano esserci altre vie…

R. Sicuramente se una delle due parti chiude all'ipotesi unificazione, è difficile continuare a trattare. Però è anche vero che c'è un interesse superiore da tutelare, quello della previdenza obbligatoria della categoria dei commercialisti. È probabile dunque che qualcuno, in ambito politico, decida di superare tutti gli ostacoli e intervenire per decidere il nostro destino.

D. Come si comporterà adesso la Cassa ragionieri?

R. Abbiamo provato a lavorare soltanto per il futuro, ma adesso inizieremo a valutare anche noi i numeri della Cassa dottori. Ad esempio chiederemo ai ministeri vigilanti cosa pensano delle proiezioni del contributo soggettivo della Cassa dottori, che aumenta mediamente del 25,30% rispetto al dato che stanno mettendo a consuntivo. Infatti, loro consuntivano un 10,6% ma proiettano nel tempo aliquote medie di rendimento del 13, o anche del 14%. Ci chiediamo se è prudenziale e se i giovani siano disposti a pagare queste aliquote.

D. Quali iniziative metterà in atto la Cnpr?

R. Lavorare sui fatti concreti, senza alcuna ideologia. I numeri prima di tutto, e il confronto con i nostri ministeri vigilanti. Non abbiamo altri interlocutori, non ci affidiamo a soggetti terzi. Al di là del contributo denigratorio del documento della Cassa dottori, appare comunque strano che i vertici di quest'ultima non abbiano fatto neanche un commento sul nostro documento, che mette in evidenza in maniera chiara e incontrovertibile la situazione.

D. Alcune categorie economiche non hanno copertura previdenziale: ci sono stati colloqui? In futuro si potrà percorrere questa strada?

R. Se questo matrimonio non andrà in porto, staremo con le antenne dritte e ci guarderemo intorno. E se, inoltre, ci saranno categorie professionali che riterranno di poter fare previdenza con noi, valuteremo l'ipotesi di integrazione. Ma è chiaro che a questo si potrà arrivare solo dopo un confronto con il nostro comitato dei delegati, con il quale stabiliremo le strategie future dopo l'ennesimo rifiuto della Cassa dottori.

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