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Patti tra i soci, il fisco non fa saldi

del 07/05/2010
di: di Debora Alberici
Patti tra i soci, il fisco non fa saldi
Gli accordi fra i soci sulla ripartizione dei compiti non li salvano dalle responsabilità verso il fisco. Infatti rispondono tutti delle sanzioni irrogate dall'amministrazione finanziaria e dell'evasione fiscale.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 10910 del 5 maggio 2010, ha respinto il ricorso del socio di una società di fatto che aveva condonato l'Iva e aveva dovuto pagare delle sanzioni. L'uomo si sentiva liberato da ogni responsabilità per via di una scrittura privata con la quale erano state ripartite le competenze fra lui e gli altri due soci che avrebbero dovuto occuparsi della contabilità. In particolare una dei due avrebbe dovuto affidarsi a un serio studio professionale per la gestione amministrativa. Ma questo non era stato fatto tanto che, riscontrate molte irregolarità dall'ufficio Iva, era scattato l'accertamento e le sanzioni. A questo punto la società aveva dovuto aderire al condono.

Ecco perché il socio addetto alle merci, secondo la scrittura privata siglata in fase di costituzione, aveva citato gli altri due di fronte al Tribunale di Ascoli Piceno. I giudici gli avevano dato torto e la Corte d'Appello aveva confermato la decisione.

Quindi il socio ha depositato ricorso in Cassazione chiedendo che le sanzioni e le maggiori imposte fossero corrisposte soltanto dagli altri.

La prima sezione civile ha respinto tutti i motivi del ricorso precisando che «la Corte di appello ha ritenuto, sulla base del disposto dell'art. 2260 c.c., del testo dello statuto e della successiva scrittura privata del 20.9.1984, che la responsabilità dei soci nei confronti della società per gli atti di gestione (da esercitarsi congiuntamente ad opera dei due soci ) fosse paritaria e che la ripartizione di compiti nell'ambito della detta attività avesse una esclusiva rilevanza tecnico logistica, e non sollevasse quindi i soci dal loro potere - dovere di esercitare congiuntamente la signoria decisionale e la relativa responsabilità ad ogni effetto, interno ed esterno».

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