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Bar e ristoranti senza alcun limite

del 07/05/2010
di: di Giuseppe Dell'Aquila
Bar e ristoranti senza alcun limite
Nessun comune potrà fissare parametri in base ai quali determinare quanti bar e ristoranti possono essere aperti sul territorio. Le uniche condizioni ammissibili fanno riferimento alle caratteristiche della struttura: per cui, ad esempio, per aprire un locale in zona centrale sarà necessario disporre di un tot di metri quadrati di parcheggio. Lo afferma la circolare del ministero dello sviluppo economico, n. 3635/C, emessa ieri al fine di illustrare a regioni, comuni, camere di commercio, associazioni imprenditoriali le principali innovazioni introdotte nei settori di competenza dal decreto legislativo 59/2010 di recepimento della «Direttiva servizi» (Bolkestein).

Pubblici esercizi. Per ciò che concerne i provvedimenti di programmazione delle aperture, la circolare chiarisce che una limitazione fondata su presupposti vietati dalla Direttiva comunitaria, non è più ammissibile. Il sistema di programmazione introdotto dalla disposizione in discorso, infatti, impedisce alle amministrazioni di adottare misure regolatorie che incidano direttamente o indirettamente sull'equilibrio tra domanda e offerta. Nella predisposizione del provvedimento di programmazione, pertanto, non potranno più essere introdotti meccanismi di previsione delle aperture di tipo contenutistico, ma solo criteri di programmazione fondati su indici di qualità e fruibilità del servizio in grado di promuovere sviluppo, e garantire l'equilibrio degli interessi coinvolti, con esclusione di contingenti e parametri numerici. Nel caso di nuova apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, la disciplina del decreto conferma la necessità del provvedimento di autorizzazione da parte del comune competente per territorio. Tale procedimento è soggetto a silenzio assenso, per effetto dell'art. 20 della legge n. 241/90 e del dpr n. 407/94. Inoltre, l'autorizzazione per l'attività in discorso mantiene la natura di licenza di polizia ai fini dell'art. 86 del Tulps: ciò sottintende la sussistenza anche dei requisiti di cui agli artt. 11 e 92 del rd18 giugno 1931, n. 773. Come previsto dal dlgs n. 59, nel caso del trasferimento di sede di un esercizio di somministrazione l'operatore è tenuto alla dichiarazione di inizio dell'attività e poi all'invio della comunicazione contestualmente all'avvio. L'avvio effettivo dell'attività nella nuova sede non può essere effettuato prima del decorso dei trenta giorni a far data dalla presentazione della dichiarazione, ma resta fermo che dall'applicazione della Dia ad efficacia differita non consegue alcun obbligo di interruzione dell'attività in essere. Ad avviso del ministero, tuttavia, l'utilizzo dell'istituto della Dia ad efficacia differita non è ammissibile nel caso in cui l'operatore intenda trasferire l'attività da una sede collocata in zona non sottoposta a programmazione ad una sede collocata in una zona tutelata nell'ambito di tale programmazione.

Commercio su aree pubbliche. Per effetto delle modifiche contenute nell'art. 70 del decreto, possono accedere all'attività di commercio sulle aree pubbliche ed ottenere le relative autorizzazioni non solo le persone fisiche e le società di persone, ma anche le società di capitali regolarmente costituite e le cooperative. Con riferimento al commercio esercitato esclusivamente in forma itinerante, la modifica all'art. 28, quarto comma, del dlgs n. 114/98 consente al soggetto che intende esercitare l'attività di chiedere ed ottenere l'autorizzazione da parte del comune nel quale intende avviarla, che può essere quello di residenza, nonché qualsiasi altro. La nuova formulazione – ad avviso del Ministero – non ha alcuna conseguenza sull'ambito territoriale di validità del titolo per l'esercizio dell'attività: resta ferma, infatti, la possibilità consentita ai soggetti titolari di detta autorizzazione di esercitare su tutto il territorio nazionale. Per quanto concerne il divieto di automatico rinnovo delle concessioni di posteggio alla scadenza, conseguente all'approvazione dell'art. 16 del decreto, che trova applicazione ai casi in cui il numero di autorizzazioni disponibili per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali, il ministero ritiene necessario che con la prevista intesa in Conferenza unificata si proceda alla individuazione di nuovi criteri che risultino conformi al principio comunitario. Ricordiamo, comunque, che la norma prevista dall'art. 70 ammette la previsione di criteri anche in deroga al contenuto dell'art. 16. La circolare chiarisce, altresì, che, nell'ambito dell'intesa, potranno essere fissati i criteri di individuazione di una durata adeguata di tali concessioni, tenuto conto non solo degli investimenti necessari per attrezzare i posteggi, ma anche delle esigenze organizzative dell'impresa e delle problematiche anche di ordine sociale rilevanti nel settore. L'intesa potrà inoltre individuare eventuali limiti al numero dei posteggi concedibili ad una stessa impresa nella medesima area pubblica mercatale, a prescindere se si tratti di impresa individuale o impresa costituita in forma societaria, per garantire una maggiore gamma di prodotti e di offerte e un sufficiente confronto concorrenziale. Per quanto concerne, infine, le concessioni di posteggio che scadono nel periodo intercorrente tra la data di entrata in vigore del decreto e la data di effettiva applicazione delle disposizioni transitorie, da individuarsi nell'intesa in Conferenza unificata, queste devono ritenersi prorogabili a semplice richiesta (ovvero tacitamente prorogate, se così previsto dalla legge regionale applicabile) fino a detta ultima data, ferma restando per il periodo successivo l'applicazione delle soluzioni a tal fine direttamente individuate nelle disposizioni transitorie.

Agenti e rappresentanti, mediatori. Per quanto le disposizioni dettate dagli articoli 73, 74, 75 e 76, che sopprimono i ruoli ed elenchi previsti dalle rispettive leggi, non abbiano decorrenza diversa da quella generale del decreto legislativo e debbano trovare pertanto applicazione immediata al decorso del relativo periodo di vacatio legis, tale applicazione deve essere contemperata con la previsione di cui al successivo art. 80 del suddetto dlgs, che delega il ministero ad emanare entro sei mesi un decreto per disciplinare sia le modalità di passaggio nel registro delle imprese o nel Rea delle posizioni già iscritte nei ruoli camerali, sia le modalità di iscrizione dei soggetti che intendono iniziare ex novo ad esercitare tale attività. Nel periodo tra l'8 maggio 2010 e la data di applicazione delle disposizioni ex art. 80, dunque, chi intenda svolgere le attività di agente d'affari in mediazione, agente e rappresentante di commercio, mediatore marittimo e spedizioniere, presenterà all'ufficio camerale preposto alla tenuta degli albi e ruoli - o all'ufficio del registro delle imprese, a seconda delle determinazioni organizzative di ciascuna Camera - una dichiarazione di inizio attività, corredata di autocertificazioni relative al possesso dei requisiti professionali e morali richiesti dalle singole leggi.

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