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Tasse non dovute tutte recuperabili

del 06/05/2010
di: di Roberto Rosati
Tasse non dovute tutte recuperabili
Se l'ufficio Dre ha recuperato a tassazione costi dedotti nell'esercizio non di competenza, la definitività della pretesa fiscale rende comunque azionabile, entro due anni, la domanda di rimborso della maggiore imposta pagata dal contribuente per l'esercizio nel quale doveva effettuarsi la deduzione. Il recupero non è dunque pregiudicato dall'avvenuto decorso del termine per la presentazione della dichiarazione integrativa di cui all'art. 2, comma 8-bis, dpr 322/98, ovvero di quello per la proposizione della domanda di cui all'art. 38, dpr 602/73. È quanto emerge dalla circolare n. 23 del 4 maggio 2010 dell'Agenzia delle entrate, che risponde alle richieste di chiarimenti in merito alla gestione delle controversie riguardanti casi in cui l'ufficio abbia imputato per competenza il componente negativo di reddito ad un periodo d'imposta rispetto al quale il contribuente è decaduto dalla possibilità di avvalersi dei rimedi previsti dalle citate disposizioni. Nel delineare preliminarmente il quadro normativo, l'agenzia richiama anche l'art. 21, comma 2, del dlgs 546/92, secondo cui il ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione di somme non dovute può essere proposto dopo il novantesimo giorno dalla domanda di restituzione presentata entro i termini previsti dalla ciascuna legge d'imposta e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto. La stessa disposizione prevede che la domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non può essere presentata dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione.

Ciò premesso, qualora l'ufficio abbia imputato per competenza un componente negativo di reddito ad un periodo d'imposta diverso da quello nel quale era stato dedotto, la circolare ribadisce che, come chiarito dalla prassi precedente, il contribuente potrebbe operare la deduzione:

- presentando la dichiarazione correttiva a proprio favore entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta successivo a quello di competenza;

- se il predetto termine sia scaduto, presentando istanza di rimborso della maggiore imposta versata per il periodo di imposta nel quale non ha operato la deduzione, entro il termine di 48 mesi dalla data del pagamento, ricorrendo entro il termine di prescrizione del diritto contro l'eventuale silenzio rifiuto dell'amministrazione sull'istanza di rimborso.

La circolare richiama poi l'orientamento della giurisprudenza di legittimità, tra cui la sentenza n. 6331 del 10/3/2008, ove la corte ha dichiarato che, nei casi di specie, la doppia imposizione può essere evitata dal contribuente presentando istanza di rimborso (e proponendo la conseguente impugnazione) della maggior imposta indebitamente corrisposta per la mancata esposizione nell'annualità di competenza dei costi, a decorrere dal perfezionamento del giudicato sulla legittimità del recupero del fisco. La circolare conclude pertanto che il diritto al rimborso della maggiore imposta versata con riguardo a un periodo d'imposta antecedente o successivo a quello oggetto di accertamento decorre dalla data in cui la sentenza che ha affermato la legittimità dell'accertamento è passata in giudicato oppure dalla data in cui è divenuta comunque definitiva la pretesa del fisco. Da tale data il contribuente potrà presentare, entro due anni, la domanda di rimborso, impugnando poi l'eventuale silenzio-rifiuto nel termine di prescrizione ordinaria (resta però il dubbio su come procedere nel caso in cui la dichiarazione di competenza fosse in perdita). La circolare puntualizza infine che restano comunque dovute le sanzioni applicate per l'infedeltà della dichiarazione portante deduzione di costi non di competenza.

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