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I commercialisti fanno le pulci ai ragionieri

del 06/05/2010
di: La Redazione
I commercialisti fanno le pulci ai ragionieri
In dieci anni, dal 1998 al 2007, gli iscritti alla cassa dei dottori commercialisti sono cresciuti di quasi 16 mila unità. Mentre quelli dell'ente dei ragionieri sono diminuiti di circa 600 unità. Un trend negativo iniziato ben prima della nascita dell'Albo unico e che rappresenta solo una delle situazioni per cui la Cnapdc guidata da Walter Anedda ha deciso di chiudere le porte a qualsiasi ipotesi di fusione fra i due istituti pensionistici. Anche perché, a giudizio della Cassa dottori, lo squilibrio demografico finirà per portare entro un arco di tempo non troppo lungo al collasso i conti della Cnpr guidata da Paolo Saltarelli. Sono queste alcune delle considerazioni conclusive contenute nel corposo dossier elaborato dall'ente dei commercialisti per mettere fine alla ricerca di una soluzione per la previdenza unica della categoria unificata (si veda ItaliaOggi di ieri).

«Le evidenti risultanze delle analisi svolte», si legge nel documento, « portano a ritenere insufficienti i provvedimenti di riforma assunti dalla Cassa ragionieri nel 2004 per far fronte allo squilibrio finanziario evidenziatosi a seguito della crisi demografica che, ben prima dell'unificazione degli Albi, ha interessato la professione del ragioniere (si veda tabella). A tali conclusioni, peraltro, sono già pervenuti gli stessi ministeri vigilanti che recentemente hanno negato l'approvazione della delibera di Cnpr volta a innalzare l'aliquota di computo, proprio sulla base dell'accertamento del fatto che quell'ente non sembra in grado di far fronte con il flusso dei contributi soggettivi e integrativi degli iscritti e il patrimonio ai propri impegni finanziari nel lungo periodo derivanti dalle prestazioni totali». La Cassa dei dottori, oltre ad una serie di analisi dettagliate sui dati di Bilancio della Cnpr, cita anche la Commissione parlamentare di controllo sull'attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza. Che studiando i dati di Cassa ragionieri, ha «richiamato nel gennaio 2009 l'ente a valutare quali iniziative adottare e quali soluzioni proporre alle Istituzioni competenti al fine di arginare le risultanze negative di Bilancio conseguenti al trend decrescente del saldo previdenziale determinato dal progressivo esaurimento della platea degli iscritti». Ma non solo. Il dossier ricorda che il progetto «Albo Unico» non ha alcuna finalità redistributiva dei fondamentali previdenziali delle due casse, né, tanto meno, ha azzerato la storia previdenziale e demografica dei Dottori commercialisti. Alla luce di quanto rilevato si «ritiene esaurito il processo di valutazione condotto negli anni, date le chiare e oggettive risultanze che ne sono derivate in quanto allo stato attuale non sussistono i presupposti per qualsivoglia progetto di aggregazione tra i due enti». Permane la disponibilità a esaminare tutte le altre problematiche che possano accomunare le due casse e lo stesso Consiglio nazionale con tutte le sinergie che da un'azione congiunta possono derivare, prima fra tutte la copertura previdenziale degli Esperti contabili

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