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La Cqc non esclude l'apprendistato

del 05/05/2010
di: di Daniele Cirioli
La Cqc non esclude l'apprendistato
Il possesso della carta di qualificazione professionale (Cqc: documento indispensabile per svolgere l'attività di conducente professionale) non preclude all'instaurazione di un rapporto di apprendistato professionalizzante. Lo precisa il ministero del lavoro nella nota protocollo n. 9532/2010. Il chiarimento è arrivato in risposta a un quesito formulato dalla direzione provinciale del lavoro di Reggio Emilia sulla legittimità di un contratto di apprendistato per un soggetto in possesso della carta di qualificazione. La Cqc, prevista dalla direttiva Ue 2003/59/Ce, è stata recepita dal dlgs n. 286/2005, il quale prevede che, per la guida di veicoli impegnati in operazioni di autotrasporto professionale, ove sia richiesta la patente C, C+E, D e D+E, occorre che il conducente sia titolare anche di questa carta di qualificazione che attesti la sua particolare formazione professionale. Il ministero spiega che la Cqc non è stata introdotta allo scopo di limitare il ricorso a determinate tipologie contrattuali, bensì per migliorare la sicurezza stradale. Pertanto, l'attestato è un documento abilitativo, insieme alla patente, necessario per l'accesso all'attività dell'autotrasporto professionale, con la funzione di attestare la formazione professionale del conducente garantito dallo svolgimento della formazione di base e della formazione periodica obbligatoria. Di conseguenza, aggiunge il ministero, per poter svolgere il periodo di apprendistato, l'autista di veicoli impegnati in operazione di autotrasporto professionale deve possedere tutti i requisiti previsti dalla normativa di settore, compreso il Cqc. Il contratto di apprendistato professionalizzante ha, invece, una propria specifica finalità: far conseguire una qualificazione, cioè l'acquisizione di un bagaglio formativo di nozioni di carattere teorico pratico quanto più completo possibile, legato non solo allo svolgimento della mansione assegnata (qualifica contrattuale), ma a una più complessa e articolata conoscenza sia del contesto lavorativo sia delle attività che in esso sono svolte.

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