Consulenza o Preventivo Gratuito

Fusione impossibile

del 05/05/2010
di: di Ignazio Marino
Fusione impossibile
La cassa dei dottori commercialisti certifica il suo no «tecnico» alla fusione con l'ente dei ragionieri. La Cnpadc presieduta da Walter Anedda ha inviato ieri ai suoi delegati territoriali e al Consiglio nazionale di categoria un documento contenente tutti i dati e le informazioni utili a dimostrare l'impossibilità di un percorso previdenziale comune fra le due professioni. Il documento fa seguito all'incontro del sette aprile presso la sede del Cndcec. In quell'occasione Anedda aveva illustrato una serie di considerazioni utili a chiarire «in maniera inequivocabile l'insussistente sostenibilità di Cassa Ragionieri, situazione ancora più rilevante perché derivate da una lettura e da un'analisi comparata dei dati contenuti nei Bilanci Tecnici e Civilistici via via elaborati da quell'ente» (si veda ItaliaOggi dell'8/4/2010). Il dossier inviato ieri mette nero su bianco, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la circostanza che la perdita costante di iscritti alla Cassa dei ragionieri rende sempre più certo il rischio concreto che entro i prossimi vent'anni l'ente dei ragionieri non riesca, nemmeno attraverso la liquidazione del relativo patrimonio, a far fronte agli impegni pensionistici maturati al 31 dicembre 2003 col sistema retributivo, risultando oltretutto in formazione un progressivo deficit anche sulla gestione previdenziale a contributivo. Con questo passaggio, la questione della previdenza unica dei commercialisti può dirsi definitivamente archiviata. Anche perché la legge n. 34 del 2005 (delega al governo per l'unificazione degli albi dei dottori commercialisti e dei ragionieri) vincola all'iniziativa dei due istituti qualsiasi ipotesi di accorpamento.

Sempre ieri il Consiglio di amministrazione della cassa di previdenza dei dottori commercialisti ha incontrato i presidenti delle principali associazioni sindacali, Marco Rigamonti (Aidc), Vilma Iaria (Adc), Riccardo Losi (Andoc), Luigi Carunchio (Ungdcec). Il confronto, utile a esaminare le diverse tematiche previdenziali, ha portato tutti rappresentanti, che hanno preso atto della relazione del presidente, a condividere la chiara posizione della Cnpadc in ordine all'impossibilità tecnica di poter procedere alla fusione con la Cassa ragionieri. «Pieno accordo altresì sul fatto che, in ogni caso, anche al di fuori di ipotesi di fusione, non potrebbe mai accettarsi una redistribuzione dei flussi demografici e dei fondamentali previdenziali dei dottori commercialisti», si legge su un comunicato. È stata, inoltre, condivisa la necessità di concentrare l'attenzione e gli sforzi della Cassa dottori commercialisti su altri e più importanti fronti; primo fra tutti quello dell'adeguatezza del trattamento previdenziale nel rispetto dell'equità intergenerazionale, sia dal punto di vista pensionistico che assistenziale.

vota