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Bond argentini, ultima chiamata

del 04/05/2010
di: di Gabriele Frontoni
Bond argentini, ultima chiamata
Ultima chiamata per i risparmiatori in possesso di bond argentini. Il governo di Buenos Aires ha levato i veli sulla nuova offerta di scambio (Ops) relativa ai 18,3 miliardi di dollari di titoli di stato ancora in circolazione, caduti in default alla fine del 2001. Di qui al 7 giugno, data ultima di scadenza dell'Ops argentina, gli investitori potranno scegliere tra due opzioni previste dal piano di rimborso annunciato ieri a Roma dal ministro dell'economia del paese sudamericano Amado Boudou, e riservate a chi non ha aderito al piano di swap 2005. I piccoli risparmiatori, in possesso di titoli per un controvalore inferiore ai 40 mila euro, potranno scegliere tra due possibilità. Vedersi decurtare il valore nominale del proprio investimento del 66,4% (Opzione Discount), a fronte della conversione dei vecchi titoli in nuovi bond con scadenza 2033 e un tasso di interesse del 7,82% all'anno. «Per i periodi fino al 31 dicembre 2013 escluso, la Repubblica Argentina corrisponderà in denaro il 5,45% annuo di interessi, mentre il rimanente 2,37% annuo sarà capitalizzato», si legge nell'Ops. «A partire dal 31 dicembre 2013, incluso, tutti gli interessi saranno corrisposti in denaro». In alternativa, è possibile mantenere inalterato il valore nominale dei vecchi titoli, accettando una duration dell'investimento più lunga (Opzione Par). In questo caso, i nuovi bond argentini che verranno consegnati in sostituzione delle obbligazioni cadute in default, arriveranno a scadenza tra 28 anni, il 31 dicembre del 2038, e pagheranno interessi di gran lunga inferiori rispetto a quelli prospettati dall'opzione Discount. L'offerta di swap presentata da Boudou, prevede infatti per l'opzione Par il versamento di interessi annuali del 2,26% dal 30 settembre 2009 fino al 31 marzo 2019. Nei dieci anni successivi, (fino al 31 marzo 2029), il livello degli interessi riconosciuti salirà al 3,38% annuo, prima di portarsi al 4,74%, dal 31 marzo 2029 al 31 dicembre 2038. Ma a una condizione. Ovvero, che le richieste per questa Opzione non superino i 2 miliardi di dollari di controvalore, indicato come soglia limite. Oltre questo importo, infatti, i titoli in eccesso verranno convertiti secondo le modalità previste dall'Opzione Discount. Ma quali saranno le valute di riferimento dei nuovi bond argentini? Per i titoli entrati in default denominati in dollari, euro o peso, l'obbligazionista riceverà titoli Discount o Par nella stessa valuta di quella dei titoli esistenti, portati in adesione. Diversa la situazione per i bond in sterline o yen. In questi casi, infatti, le nuove obbligazioni saranno espresse in euro. Nelle intenzioni di Buenos Aires, la nuova offerta di scambio sembrerebbe destinata a chiudersi con un gran successo, raccogliendo adesioni da almeno il 60% dei detentori di titoli in default ancora in circolazione. «È l'ultima opportunità per quelli che non hanno aderito alla precedente offerta», ha tagliato corto Boudou dando appuntamento agli investitori privati per il 17 e 18 maggio a Roma quando l'Argentina si confronterà sull'Ops con gli il popolo dei piccoli risparmiatori.

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