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L'ingegneria piace ai giovani

del 01/05/2010
di: Gabriele Ventura
L'ingegneria piace ai giovani
Tornano a crescere le immatricolazioni alle facoltà di ingegneria. Dopo cinque anni di progressiva flessione, infatti, il numero di iscritti per l'anno accademico 2008-2009 è salito del 5,7% rispetto a quello precedente. Lo afferma l'indagine annuale per il 2009 del centro studi del consiglio nazionale degli ingegneri, dal titolo «La formazione degli ingegneri in Italia».

L'incremento delle immatricolazioni, sottolinea la ricerca, si inserisce in un contesto di manifesta crisi del sistema universitario: nell'anno accademico 2008-2009 la quota di diplomati che ha deciso di proseguire gli studi all'università si è attestata al 65,4%. Solo sei anni prima la quota era al 75%. In termini assoluti gli immatricolati nel 2008-2009 sono stati 292.097, il 5% in meno di quelli registrati l'anno precedente. Quanto alla facoltà di ingegneria, spiega il centro studi, è aumentata anche la quota sul complesso degli immatricolati all'università (12,7%), inferiore solo a quella rilevata per economia (15%). Quasi il 20% degli immatricolati a ingegneria, poi, si concentra nei due politecnici del Nord Italia: Milano, che con quasi quattro mila immatricolati si conferma il principale centro di formazione di ingegneri, e Torino (3.129). Risultati positivi anche per le università Federico II di Napoli, La Sapienza di Roma e al Politecnico di Bari, mentre spicca il dato negativo di Bologna, unico ateneo tra i più conosciuti a registrare una flessione di immatricolazioni.

Continua a crescere, sottolinea l'indagine, la componente femminile degli immatricolati alle facoltà di ingegneria: su 37 mila, quasi il 24% è di sesso femminile. Nel 2000/2001 la quota rosa non arrivava al 18%. Il centro studi registra invece un calo del numero dei laureati, per il secondo anno consecutivo: 36.675 nel 2008 contro i 37.686 del 2007 e i 39.233 del 2006. Il dato nuovo che emerge, però, è che per la prima volta a diminuire sono anche i laureati di primo livello: 20.013 a fronte dei 20.485 dell'anno precedente. Prosegue invece senza sosta la flessione di laureati di ciclo lungo (quinquennale), passati dagli oltre 20 mila del 2005 ai 16.662 del 2008. L'incremento del 18,4% rilevato per i laureati specialistici/magistrali del nuovo ordinamento, specifica il centro studi, non riesce a compensare la riduzione dei laureati del vecchio ordinamento che tuttavia costituiscono ancora la componente più numerosa (circa 13 mila) dei laureati in ingegneria di ciclo lungo. Quanto agli indirizzi, tra i laureati del vecchio ordinamento prevalgono quelli in ingegneria civile, mentre tra quelli specialistici/magistrali la componente più numerosa è quella in ingegneria gestionale (15,8%). Molto gettonate, in entrambi i casi, le lauree in ingegneria meccanica (17,4% dei vecchi laureati, 12,7% di quelli specialistici), ingegneria informatica (9,4% e 12,2%) ed elettronica (13,7% e 8,7%). Per quello che riguarda i corsi di laurea di primo livello, invece, secondo l'indagine tre quarti dei laureati proviene dai corsi in ingegneria industriale (40,8%) e da quelli in ingegneria dell'informazione (35,5%), mentre solo il 18,3% appartiene alla classe di ingegneria civile e ambientale.

Il Politecnico di Milano conferma la sua leadership registrando, nel 2008, 5.266 laureati in ingegneria, di cui 2.746 di primo livello; seguono il Politecnico di Torino con 3.278 laureati (1.775 di primo livello), Federico II di Napoli (2.472 di cui 1.350 di primo livello), La Sapienza di Roma (2.244 di cui 1.248 di primo livello), l'Università di Bologna (2.047 di cui 1.098 di primo livello) e l'università di Padova (2.016 laureati di cui 1.046 di primo livello).

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